Nell'ex Ilva 3.750 tonnellate di amianto. L'allarme della Fiom Cgil: «Intervenga il Governo»

Lunedì 8 Aprile 2019
Ilva
Tonnellate di amianto in larghissima parte di matrice friabile all'interno della grande fabbrica. Complessivamente si tratterebbe di 3750 tonnellate. Di qui la richiesta di intervento della commissione nominata dal ministro Costa.
L'appello porta la firma di Giuseppe Romano e Francesco Brigati della Fiom Cgil di Taranto al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, al Ministro dell'ambiente Sergio Costa e al Ministro della Salute Giulia Grillo. Una richiesta che fa eco ad altre iniziative adottate in passato dalla stessa organizzazione sindacale per ottenere un intervento rapido per risolvere la tematica dell'amianto nello stabilimento tarantino.
«La commissione di lavoro per la riforma normativa del settore amianto, guidata dal presidente Raffaele Guariniello - spiegano i sindacalisti - si occupi anche del caso Taranto considerando che nello stabilimento siderurgico ArcelorMittal sono presenti oltre 3750 tonnellate di amianto, di cui il 95% risulta di matrice friabile».
La Commissione amianto inoltre, entro la fine di giugno, dovrà procedere, secondo quanto riportato da una nota del Ministro Costa, con la mappatura e le bonifiche, in quanto ad oggi sono ancora presenti oltre 32 milioni di tonnellate di amianto in Italia.
La Fiom Cgil aveva già inoltrato, ai ministeri competenti e agli enti ispettivi, una nota in cui si evidenziavano le criticità relative alla presenza di tonnellate di amianto nello stabilimento siderurgico di Taranto, evidenziando che l'amianto rappresenta una grande criticità, sia in riferimento all'esposizione al rischio dei lavoratori sia in riferimento al rischio ambientale, aggravata dall'eventuale presenza di materiale contenente amianto non censito.
Inoltre il sindacato ha più volte richiesto la necessità di conoscere non solo la mappatura ma anche «il piano di bonifica, incluso il cronoprogramma, i tipi e lo stato di amianto, i procedimenti applicati per la bonifica, il numero e i dati anagrafici degli addetti, le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto e le misure adottate e in via di adozione per la tutela della salute dei lavoratori e dell'ambiente e l'estensione dei benefici previdenziali da esposizione ad amianto per gli stessi dipendenti. Ma al momento - afferma la Fiom - non si conosce un piano di smaltimento amianto da parte ArcelorMittal».
«Il Dpcm del 29 settembre del 2017 - spiegano i sindacalisti - prevede che lo smaltimento e bonifiche dell'amianto, presente all'interno di Ex Ilva, avverrà entro il 2023. «La Fiom Cgil - osservano Romano e Brigati - ritengono che i tempi di bonifica sono eccessivamente lunghi. Riteniamo pertanto, fondamentale, vista la quantità rilevante presente all'interno dello stabilimento siderurgico, che la stessa commissione si occupi anche del caso Taranto, trovando - concludono Romano e Brigati - soluzioni rapide e condivise con le parti sociali per avviare il processo di bonifiche da amianto». © RIPRODUZIONE RISERVATA