Tremila in cassa integrazione, anche la politica si schiera contro Leonardo

Protesta e presidio davanti allo stabilimento Leonardo
Protesta e presidio davanti allo stabilimento Leonardo
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Sabato 4 Dicembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 18:51

Alta tensione allo stabilimento Leonardo dopo lo sciopero proclamato da ieri e che si protrarrà fino a lunedì quando è in programma una manifestazione di protesta a Roma.
Fiom e Uilm in una nota sottolineano che «l’azienda Leonardo spa, in assenza di novità di alcun tipo sugli scenari industriali relativi allo stabilimento di Grottaglie e in presenza di soli annunci che traguarderebbero nella migliore delle ipotesi il 2025 (e che quindi esclude di fatto il principio di “Temporaneità”, previsto dallo strumento che la stessa azienda sta scegliendo per gestire una crisi dettata dalla monocommessa e semplicemente aggravata dagli effetti delle norme anti covid sul traffico aereo), avvisa i sindacati attraverso una nota specifica dell’apertura della procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria. Riteniamo tale atto non solo totalmente irrispettoso nei confronti dei lavoratori dello stabilimento di Grottaglie e della Divisione Aerostrutture, ma altresì un grave precedente che non ha eguali nella storia della più grande azienda italiana a partecipazione pubblica attiva nel campo dell’aerospazio, difesa e sicurezza». Da ieri c’è un presidio davanti a tutti gli ingressi del sito.

Le reazioni

Sulla questione numerosi gli interventi della politica. I parlamentari pugliesi di Forza Italia Mauro D’Attis, Dario Damiani, Elvira Savino, Vincenza Labriola, Michele Boccardi, Veronica Giannone e Carmela Minuto, e dei consiglieri regionali Stefano Lacatena, Giandiego Gatta, Vito De Palma e Paride Mazzotta, scrivono: «È grave che un gruppo decida, senza alcun confronto con le istituzioni e con i sindacati, di avviare la cassa integrazione per ben 3.400 lavoratori di Grottaglie (1049), Foggia, Pomigliano e Nola: quella di Leonardo è una questione delicatissima, una bomba occupazionale che rischia di esplodere in Puglia con conseguenze disastrose. Se per la nostra regione si tratta di una scelta che conduce a due passi dall’emergenza socio-economica, per il Paese è un colpo durissimo all’intero segmento dell’aeronautica. La decisione di Leonardo, in quest’ottica, si inserisce irragionevolmente, senza il supporto di alcuna strategia industriale. Ci auguriamo che il governo intervenga con decisione per aprire un tavolo di confronto con il gruppo sulle prospettive e sugli investimenti necessari per scongiurare il disastro».

Giampaolo Cassese, parlamentare del M5S, dice: «Prenderò parte alla manifestazione nazionale del prossimo 6 dicembre a Roma a fianco dei lavoratori del gruppo Leonardo spa, mobilitati per porre all’attenzione del Governo lo stato di incertezza del proprio futuro occupazionale. Auspico che ci sia la più ampia partecipazione. Il problema principale oggi non sono gli ammortizzatori sociali, che già erano stati annunciati da tempo, ma la poca chiarezza su ciò che intende fare l’Azienda di questo sito, penalizzato più degli altri a causa della monocommittenza. Dopo più di un anno di interlocuzioni costruttive, che ho ripetutamente avuto sia con la dirigenza Leonardo, sia con rappresentati di Governo, oltre che di molteplici interventi portati avanti in ambito parlamentare – prosegue - ancora non è stato presentato ai lavoratori il piano industriale annunciato. Questo non si può accettare. È importante che ciascuno faccia la propria parte: istituzioni locali e nazionali, forze politiche a sindacali, uniti per raggiungere il comune obiettivo. Allo stesso tempo è necessaria la mobilitazione di tutti i lavoratori. Quanto più sarà partecipata la manifestazione di lunedì prossimo, tanto più sarà politicamente favorita la strada per raggiungere l’esito positivo per cui ci stiamo battendo».
«L’annuncio della cassa integrazione ordinaria per 1049 dipendenti dello stabilimento Leonardo Spa di Grottaglie è un altro duro colpo al sistema produttivo della provincia di Taranto. Un colpo che respingiamo con forza insieme ai lavoratori ed ai loro rappresentanti sindacali» sottolinea il consigluiere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd) che è intervenuto all’assemblea dinanzi ai cancelli della fabbrica. Secondo Di Gregorio «un gruppo così importante e solido avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alle sollecitazioni dei sindacati, delle forze politiche e istituzionali in direzione dell’ampliamento del ventaglio produttivo dello stabilimento. Ho sollecitato il presidente Michele Emiliano che segue con attenzione la vicenda ed ho portato la vertenza Leonardo Spa anche all’attenzione del senatore Dario Stefàno (Pd). Revoca della cassa integrazione e diversificazione produttiva, queste le richieste da portare con forza nella trattativa che si aprirà a Roma».

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