Vertenza ex Ilva, confronto nel consiglio di fabbrica

Mercoledì 9 Settembre 2020
Lavoratori in direzione
In corso stamattina nello stabilimento siderurgico di Taranto il consiglio di fabbrica delle Rsu Fim, Fiom e Uilm di ArcelorMittal e appalto per discutere della vertenza e decidere eventuali altre forme di mobilitazione dopo il percorso di assemblee che sarà programmato nei vari reparti.
Oltre al taglio del personale tecnologico di impianti in marcia, che ha portato alle due giornate di sciopero del 4 e del 7 settembre nei reparti Pla2 e Laf, i sindacati non accettano «la collocazione in cassa integrazione di migliaia di lavoratori (dal 14 settembre sarà prorogata la Cig con causale Covid per altre 9 settimane e coinvolgerà un massimo di 8147 lavoratori, ndr) e l’assenza di programmazione delle manutenzioni che mettono a serio rischio la sicurezza sul lavoro e che, insieme all’incertezza del futuro dell’ex Ilva, generano una forte preoccupazione».

Le sigle metalmeccaniche parlano di «una vertenza complessa che continua, tra omissis e riunioni in stanze chiuse, con l’esclusione sistematica dei sindacati, a non dare risposte al territorio sul futuro ambientale e occupazionale. ll tempo passa inesorabilmente - aggiungono - e crediamo sia necessario dare risposte ai tanti lavoratori e cittadini stanchi di subire le angherie e inadempienze della multinazionale».

I sindacati ripropongono anche la questione della sicurezza interna ed esterna della fabbrica. Sabato, infatti, si è verificato il deragliamento di un carro siluro nell’Acciaieria 2, mentre nella nottata di venerdì scorso hanno preso fuoco otto auto in sosta nel parcheggio della portineria imprese. Intanto, le segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm hanno avviato lo stato di agitazione e la convocazione delle assemblee dei lavoratori in tutti i siti del gruppo ArcelorMittal «per realizzare - spiegano - le condizioni di una necessaria mobilitazione e sbloccare definitivamente la vertenza». Le organizzazioni sindacali sollecitano un incontro al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e chiedono che il Governo e ArcelorMittal «chiariscano definitivamente cosa realmente comporti l’ingresso annunciato di Invitalia nella società e quali sono le prospettive di rilancio non solo del Gruppo ArcelorMittal in Italia ma dell’intera siderurgia».  Ultimo aggiornamento: 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA