Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Incidenti falsi per truffare le assicurazioni, in tre ai domiciliari. Nei guai anche due medici e 4 avvocati

L'operazione di questa mattina
L'operazione di questa mattina
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Aprile 2022, 06:32 - Ultimo aggiornamento: 19:56

Dieci misure cautelari per truffa alle assicurazioni, attraverso richieste di risarcimento per falsi incidenti. Questo il bilancio dell'operazione, denominata "Venere" messa a segno alle prime luci dell'alba dalla Polizia Stradale di Taranto. Gli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Polstrada, infatti, hanno eseguito i provvedimenti spiccati dal gip del Tribunale di Taranto Giovanni Caroli, su richiesta della Procura. Tra gli indagati colpiti dalle misure cautelari anche medici e avvocati. Tre inquisiti sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per sei professionisti è scattata la misura interdittiva della sospensione della loro attività professionale per un anno. Per il decimo indagato è stato disposto l'obbligo di presentazione. Complessivamente sono 96 gli indagati finiti nel mirino della Procura.

Ricambi di auto contraffatti: maxi operazione della Finanza

Video

La stangata

I provvedimenti cautelari rappresentano il punto di arrivo di una lunga attività investigativa con la quale gli inquirenti hanno inquadrato un meccanismo ben oliato attraverso il quale venivano raggirate le compagnie di assicurazioni. Sette le compagnie che sarebbero finite nel mirino del gruppo la cui attività è stata portata alla luce dagli investigatori. Le pratiche di risarcimento sarebbero state istruite da quattro avvocati, Per supportare le istanze sarebbero stati presentati certificati medici rilasciati da specialisti compiacenti. 

Video

La truffa

Secondo gli inquirenti, il sistema gestito dagli indagati avrebbe fruttato ricavi che sono stati quantificati in un milione di euro. Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla simulazione di incidenti stradali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA