Taranto, spari fra i bagnanti in spiaggia: cinque indagati per tentato omicidio

Taranto, spari fra i bagnanti in spiaggia: cinque indagati per tentato omicidio
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Martedì 2 Agosto 2022, 09:17 - Ultimo aggiornamento: 10:31

Tentato omicidio, porto illegale di arma da fuoco e spari in luogo pubblico. Sono queste le accuse ipotizzate a carico di cinque tarantini che la Polizia ritiene coinvolti nella sparatoria avvenuta un mese fa nei pressi della spiaggia pubblica di Tramontone, a Taranto. Quel giorno, intorno alle 18, infatti, dopo una lite si affrontarono due gruppi di persone. Ad un certo punto spuntò anche una pistola. 

Il far west in spiaggia

Uno dei contendenti, infatti, dopo aver estratto l’arma cominciò a premere il grilletto a ripetizione, seminando il panico tra i numerosi bagnanti, tra i quali anche diversi bambini. Subito scattò l’allarme e sul posto giunsero le Volanti della Polizia. Dei responsabili della sparatoria, però, non vi era più alcuna traccia. Sul terreno, invece, gli investigatori rinvennero diversi bossoli. Precisamente quattro calibro 7,65, e due proiettili inesplosi. Stando ad una primissima ricostruzione, ad innescare la sparatoria sarebbe stata una lite innescata da motivazioni futili. Uno dei contendenti, durante il diverbio, avrebbe avuto il tempo di allontanarsi presumibilmente per procurarsi l’arma, Con la quale poi avrebbe fatto fuoco contro i rivali.
Sul misterioso e inquietante episodio scattarono immediatamente le indagini dei poliziotti della squadra Mobile, coordinati dal dirigente Fulvio Manco. E già dopo alcune ore, gli inquirenti imboccarono la pista che sembrava essere quella giusta.

L'interrogatorio e lo stub

La notte successiva alla sparatoria, infatti, vennero portati in Questura due tarantini per essere sottoposti ad interrogatorio e uno di loro venne sottoposto anche all’esame dello stub. Accertamento che, come è noto, serve a stabilire se il sospettato abbia utilizzato un’arma da fuoco nelle ore precedenti all’esame. 

Dopo quel primo picco le indagini hanno fatto registrare un nuovo scossone. Con una raffica di perquisizioni mirate con sequestri messi a segno sempre dagli investigatori della Mobile. Complessivamente, come si è detto, nel mirino della Polizia, è finita la posizione di cinque tarantini, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine e quasi tutti residenti nella zona di Tramontone. I loro nomi sono entrati nell’inchiesta aperta sulla sparatoria e che è diretta dal pubblico ministero Rosalba Lopalco. Stando a quanto si legge nella comunicazione giudiziaria firmata dal magistrato, i cinque, tarantini e di età compresa tra i 24 e i 38 anni, sono accusati di tentato omicidio “perché compivano atti idonei a provocare la morte di persone da identificare esplodendo contro di loro più colpi di pistola ad altezza d’uomo, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà”. 

Le indagini

Tra i cinque indagati, peraltro, figurano i due tarantini che la sera stessa della sparatoria vennero intercettati dalle pattuglie della squadra Volante nelle strade della città. Si tratta di due giovani che, alla vista della Polizia, si diedero ad una fuga precipitosa con la loro auto, una fiat Croma. Ovviamente gli agenti si lanciarono subito sulle loro tracce e tallonarono la vettura per diversi motivi. La corsa dei fuggitivi terminò n via D’Alò Alfieri, quando i due tarantni sono andati a sbattere contro una macchina in sosta. Nella rete degli agenti due tarantini, volti già noti alle forze dell’ordine, di 33 e 25 anni. Nella vettura vennero rinvenuti alcuni attrezzi atti allo scasso e anche uno sfollagente. A insospettire gli agenti e a far ipotizzare un possibile coinvolgimento dei due tarantini nella sparatoria di Tramontone, alcuni fori notati nei pressi del paraurti della Croma. Fori che potrebbero essere stati provocati da colpi di pistola. I due vennero fermati e controllati. Dopo gli accertamenti, però, vennero rilasciati e se la cavarono con una denuncia a piede libero.

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