Tangenti per la discarica, il pm chiede la condanna dell'ex presidente della Provincia

La discarica di Grottaglie
La discarica di Grottaglie
di Mario DILIBERTO
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Giovedì 29 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 10:10

Oltre cinque ore di requisitoria. Un lungo intervento che il pm Enrico Bruschi ha concluso chiedendo quattro condanne. Tra le quali spicca quella a nove anni e nove mesi per l’ex presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano. Udienza cruciale, ieri mattina in aula bunker, per il processo nato dall’inchiesta denominata “T-Rex”, con la quale la Guardia di Finanza inquadrò un presunto valzer di tangenti alla Provincia di Taranto. 
Sotto i riflettori degli investigatori finirono l’ampliamento della discarica di “Torre Caparica” e la gara per l’affidamento del servizio integrato di igiene urbana del Comune di Sava. Due affari milionari intorno ai quali, secondo gli inquirenti, si sarebbe innescato un intreccio di tangenti e manovre illecite con fulcro proprio Martino Tamburrano, politico massafrese di lungo corso che all’epoca era seduto sulla poltrona di presidente della Provincia. L’indagine delle Fiamme Gialle deflagrò nel marzo di tre anni fa con sette arresti. 

La requisitoria 

Ieri in Tribunale, il pm Bruschi, titolare dell’inchiesta con il procuratore aggiunto Maurizio Carbone, ha ripercorso le indagini e i riscontri evidenziati durante il dibattimento concludendo con la richiesta di condanna per i quattro imputati. Nove anni e nove mesi, come si diceva, la richiesta per l’ex presidente Tamburrano. Identica quella per Pasquale Lonoce, imprenditore del settore originario di San Marzano di San Giuseppe. Sette anni, invece, la richiesta del pm per Roberto Natalino Venuti, procuratore speciale della società “Linea Ambiente Srl” che caldeggiava l’ampliamento della discarica di “Torre Caprarica”, e sei anni e sei mesi, infine, quella per Lorenzo Natile, quest’ultimo ex dirigente del settore pianificazione e ambiente della Provincia, accusato di aver fatto da sponda alle presunte manovre al centro della vicenda. Richieste parametrate sulle contestazioni di concorso in corruzione. 

Stando alle imputazioni, infatti, Tamburrano avrebbe ricevuto somme di denaro e benefit per il via libera, inizialmente negato dalla Provincia, all’ampliamento illegittimo della discarica di “Torre Caprarica”, ma anche per “indirizzare” l’aggiudicazione dell’appalto relativo al Comune di Sava verso una società riconducibile a Lonoce. Accuse pesanti basate sugli esiti delle indagini condotte dalla Finanza anche grazie al ricorso alle intercettazioni telefoniche. Un quadro che il pm Bruschi ha ripercorso soffermandosi sulle presunte responsabilità dei quattro imputati.  Nella giornata di ieri, una volta concluso l’intervento del magistrato, la parola è passata ai legali di parte civile. 

Gli avvocati

L’avvocato Francesco Nevoli, che in giudizio rappresenta il Comune di Grottaglie, in particolare, ha ricordato la pervicacia con la quale il sindaco Ciro D’Alò si oppose al progetto di ampliamento della discarica e ha concluso con la richiesta di risarcimento del danno che ha quantificato in dieci milioni di euro. Il processo riprenderà il prossimo 7 ottobre con le arringhe degli avvocati Michele Laforgia e Maurizio Petrarulo, difensori di Lonoce, e degli avvocati Giuseppe Alamia e Silvia Franciosa, difensori di Venuti. Successivamente sarà la volta degli avvocati Carlo Raffo e Giuseppe Modesti, difensori di Tamburrano, e degli avvocati Claudio Petrone e Daniele D’Elia, difensori di Natile. Poi spazio alla camera di consiglio e al verdetto del Tribunale, presieduto dal giudice Patrizia Todisco. 

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