Taranto, il parroco al sindaco: «Aiuti i migranti e non gli italiani». E scoppia la lite

Taranto, il parroco al sindaco: «Aiuti i migranti e non gli italiani». E scoppia la lite
TARANTO, 27 GEN - A tu per tu. Sindaco contro parroco, protagonisti di un battibecco clamoroso al cospetto delle telecamere della trasmissione «Luciano l'amaro quotidiano» di Telenorba, condotta in studio dagli ex inviati di 'Striscia', Fabio e Mingo. Il video della lite tra il parroco della Chiesa Sacro Cuore, don Luigi Larizza, e il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, spopola sulla Rete con centinaia di commenti e condivisioni.



Il sacerdote, in sostanza, contesta al primo cittadino di essersi adoperato per l'accoglienza ai migranti, portando loro anche cornetti caldi nella struttura dove erano ospitati, e di non aver riservato la stessa attenzione agli sfollati del palazzo di via Giovan Giovine costretti da oltre due settimane a dormire nell'androne dopo il crollo di un solaio che ha reso inagibili i loro appartamenti. Don Luigi parla addirittura di "discriminazione razziale a danno di cittadini italiani". Il sindaco replica: "Lei parla un linguaggio che veramente mi sconvolge in rapporto alla sua missione". E il parroco: "io dico la verità". Stefano ha aggiunto: "si tolga il colletto che porta". Il sacerdote: "E lei si dimetta da sindaco".

Don Luigi aveva trascorso la notte sul sagrato della chiesa insieme ad altri parrocchiani e ad alcuni sfollati dello stabile di via Giovan Giovine 7, dove nei giorni scorsi è avvenuto il crollo. Un gesto forte per richiamare l'attenzione delle istituzioni sul problema che riguarda una quarantina di persone rimaste senza una casa. Il parroco ha dichiarato che la mobilitazione proseguirà fino a quando i cittadini rimasti senza un tetto non troveranno una adeguata sistemazione. La lite davanti alle telecamere è proseguita per alcuni minuti con scambi di battute al vetriolo. "Lei - ha detto ancora Stefano al sacerdote - è un voto, sono stato eletto certamente non per il suo". E don Luigi: "Io non l'ho mai votata, io voto le persone perbene". L'arcivescovo Filippo Santoro ha espresso "rammarico per il forte diverbio" tra parroco e sindaco.

"È fuor di dubbio - ha precisato - che quanto accaduto distorce la linea di carità dell'arcidiocesi che davanti a sé vede solo i poveri, senza distinzione etiche e religiose e tutto ciò è facilmente rintracciabile nelle attività quotidiane delle Caritas parrocchiali e delle associazioni". Taranto, ha aggiunto, "è una città accogliente e generosa. Auspico che questo 'incidente' venga presto superato nell'impegno condiviso e comune fra Istituzioni e Chiesa a favore di queste famiglie in difficoltà".

Il vescovo. «Desidero esprimere il mio rammarico per il forte diverbio fra il parroco della parrocchia del Sacro Cuore di Taranto don Luigi Larizza e il sindaco del capoluogo ionico il dottor Ippazio Stefàno. È fuor di dubbio che quanto accaduto distorce la linea di carità dell'arcidiocesi che davanti a sé vede solo i poveri, senza distinzione etiche e religiose e tutto ciò è facilmente rintracciabile nelle attività quotidiane delle Caritas parrocchiali e delle associazioni». Lo sottolinea l'arcivescovo di Taranto Filippo Santoro dopo la lite tra sacerdote e sindaco sul tema degli immigrati: il primo ha contestato al sindaco di non riservare la stessa attenzione ai problemi degli italiani, a cominciare dagli sfollati dello stabile di via Giovan Giovine che dormono da giorni nell'androne in seguito al crollo di un solaio. «Taranto - aggiunge Santoro - è una città accogliente e generosa. Trovandomi a Roma per i lavori del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, ho raggiunto telefonicamente don Luigi, così come ho chiamato il dottor Stefàno per manifestargli la mia immutata amicizia e il dispiacere per quanto avvenuto». Il profilo di «rispetto e di dialogo - conclude Santoro - che è per me da sempre cifra constatabile nei rapporti con le istituzioni civili, in primis con il sindaco, con il quale ho sempre intessuto rapporti cordiali, soprattutto fra le innumerevoli difficoltà di questa città, il costante impegno di don Luigi per gli ultimi, al netto di queste spiacevoli incomprensioni, mi fanno ben sperare in un'azione significativa a favore delle famiglie di via Giovine che non hanno un tetto».
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Mercoledì 27 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 20:37