Onu: «Taranto, una delle città più inquinate al mondo». Per le Nazioni Unite l'ex Ilva ha violato i diritti umani e compromesso la salute dei cittadini

Lo stabilimento ex Ilva
Lo stabilimento ex Ilva
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Martedì 15 Febbraio 2022, 18:32

«Taranto, una delle città più inquinate al mondo». L'Onu punta il dito contro lo stabilimento dell'ex Ilva. «Ha violato i diritti umani e compromesso la salute dei cittadini» secondo il relatore speciale delle Nazioni Unite, David R. Boyd nel rapporto annuale intitolato "The right to a clean, healthy and sustainable environment: non-toxic environment".

Il rapporto Onu

«Il diritto a un ambiente salubre – è scritto nella relazione – può essere garantito solo se si limita l’utilizzo di sostanze tossiche che colpiscono le persone più vulnerabili. Così, evidentemente non accade a Taranto dove le operazioni di pulizia e bonifica dovevano iniziare nel 2021 ma sono state rinviate al 2023, con azioni dei diversi governi che permettono all’impianto di funzionare non tenendo conto neanche della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo con la quale l’Italia, nel 2019, è stata condannata per aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare di alcuni cittadini».

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Le reazioni: Europa Verde

«Secondo il consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite Taranto è una delle città più inquinate del mondo dove a causa dell'inquinamento provocato dall' Ilva sono sistematicamente violati i diritti umani della popolazione». Lo dichiara il co-portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli. «Il documento dell'Onu - prosegue - è l'ennesima conferma del fallimento di una classe politica che su Taranto ha riversato solo chiacchiere e decreti che hanno sospeso i diritti costituzionali come quello alla salute della popolazione tarantina».

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«Non sono bastate - continua l'esponente Verde- le indagini epidemiologiche che hanno evidenziato l'elevata mortalità , specialmente tra i bambini , causata dall'inquinamento, non è bastata la condanna della Corte di Giustizia europea per violazione dei diritti umani per far comprendere al governo italiano che la tutela della salute viene prima di tutto e che le fonti inquinanti vanno chiuse e non tollerate. Il governo invece di sostenere progetti di conversione come quello realizzato a Bilbao e nella Ruhr continua a tollerare una fabbrica che inquina e a togliere risorse per le bonifiche come nel caso dell'emendamento nel Dl milleproroghe dove si vorrebbero sottrarre 575 milioni di euro alle bonifiche. Ci sono esponenti politici - conclude - che avendo avuto ruoli di governo e responsabilità sull' Ilva nonostante il fallimento delle loro scelte continuano a dispensare lezioni invece di stare in silenzio a maturare la loro vergogna».

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Movimento Giustizia per Taranto

«Dopo innumerevoli studi scientifici, e sentenze dei tribunali, sia europei che italiani, certo non avevamo bisogno dell'ennesima conferma. Ma questa è la prima volta che l'Onu, la più importante istituzione internazionale, certifica il problema di Taranto» , sottolinea il movimento Giustizia per Taranto commentando l'ultimo rapporto dell'Onu che «ha evidenziato chiaramente - rileva l'associazione - il sito di Taranto come uno dei luoghi più inquinati dell'Europa occidentale. Il documento sollecita il governo italiano a realizzare interventi che portino un "inquinamento zero" per impedire non solo un ulteriore deterioramento dell'ambiente, ma anche gravi diseguaglianze sociali sul tema dei diritti alla salute e alla vita».

Nel mese di ottobre dell'anno scorso, ricorda il movimento Giustizia per Taranto, «insieme all'associazione Legamjonici abbiamo presentato denuncia all'Onu per evidenziare le forti criticità della situazione ambientale di Taranto. La comunità di Taranto è svantaggiata rispetto al resto del pianeta». Cosa «vorrà fare - si chiede infine l'associazione - il Governo italiano? Solite orecchie da mercante o si adopererà per collocare la città di Taranto in un luogo civile e moderno?».

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