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Taranto, tre portaerei al largo: la Cavour raggiunge la Truman e la De Gaulle per "esercitazioni"

Una complessa attività di addestramento ed esercitazione che metterà alla prova i sistemi di interoperabilità tra le tre Marine più importanti dell’Alleanza Atlantica

Taranto, tre portaerei al largo del golfo. La «Cavour» raggiunge americani e francesi per addestramento Nato
Taranto, tre portaerei al largo del golfo. La «Cavour» raggiunge americani e francesi per addestramento Nato
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Sabato 19 Marzo 2022, 10:35 - Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 14:11

Al largo del Golfo di Taranto ci sono tre portaerei per un'esercitazione Nato. Nei giorni scorsi la Cavour, ammiraglia della Marina militare italiana, ha salpato gli ormeggi dal porto al comando del capitano di vascello Francesco Saladino e ha fatto rotta verso sud. Poi ha raggiunto la statunitense Truman (che può ospitare fino a 5600 persone e imbarcare 90 velivoli) e la francese Charles De Gaulle, che invece ne può imbarcare 90 ma è al momento la prima e unica nave di superficie a propulsione nucleare costruita in Europa occidentale. Le tre portaerei saranno protagonisti di una complessa attività di addestramento ed esercitazione che metterà alla prova i sistemi di interoperabilità tra le tre Marine più importanti dell’Alleanza Atlantica.

La situazione al largo del golfo di Taranto nel pomeriggio di sabato 19 marzo: le navi militari come la Cavour, la Truman e la De Gaulle in questa occasioni non sono tracciabili (freccetta rossa) dai sistemi satellitari perché tengono spento il transponder.

«L’Europa non è mai stata così unita come in questi ultimi giorni - ha detto il Capo di Stato maggiore della Marina italiana, l’ammiraglio di squadra Enrico Credendino, a margine di un convegno organizzato a Taranto nell’ambito del Festival "Mare d’inchiostro" -. Il mondo sta cambiando e in questi ultimi venti giorni è cambiato e proprio in questi ultimi venti giorni ho visto una Europa anche della Difesa molto più unita».

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«Il Mediterraneo non è solo il mare tra la sponda europea e quella nordafricana, ma un prolungamento dello spazio atlantico e indo-pacifico e, nel caso specifico della guerra in corso - ha detto ancora il numero uno della nostra Marina -, la competizione verte anche, se non fondamentalmente, sul controllo del mar Nero, che è la posta in gioco fondamentale, con le operazioni militari russe volte a sigillare la fronte marittima dell’Ucraina».

«È legittimo essere preoccupati per l’attuale situazione di crisi internazionale - ha concluso l’ammiraglio Credendino -, ma noi siamo qui per garantire la difesa del territorio nazionale e la tutela dello stesso e per tenere eventuali minacce lontane dai nostri confini».

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