Al “Paisiello” 50 in mobilità: «Salveremo il Conservatorio»

Giovedì 26 Maggio 2016 di Francesca CIURA

Mentre al Governo l’iter per la statizzazione degli Istituti Superiori Musicali procede, seppure a rilento, la Provincia di Taranto, ente che a tutt’oggi ha competenze in merito all’Istituto Paisiello, taglia corto. Anzi cortissimo spingendosi oltre l’immaginabile. Già perché la mossa di decidere di avviare le procedure di mobilità per una cinquantina di dipendenti, ha tutta l’aria (e la sostanza) di voler mettere una pietra tombale sullo storico istituto musicale, piuttosto che contribuire attivamente e fattivamente ad un risoluzione positiva della questione. Non solo.
 
«Temiamo – afferma il dottor Domenico Rana, presidente del consiglio d'amministrazione dell'istituto Paisiello – che dietro una scelta di questo tipo si celi anche l’imbarazzo della mancata soluzione di un’altra spinosa questione, quella dei lavoratori di Isolaverde. Eppure per quel che attiene l’Istituto Superiore Musicale, non meno di un anno fa, lo stesso ente provinciale sottoscrisse un accordo con Regione Puglia e Miur, nel quale si impegnava a cofinanziare i capitoli relativi alle spese fisse per il personale dell’Istituto Musicale tarantino. L’accordo della durata di un anno, sottoscritto dal governatore Emiliano e dal presidente della Provincia Tamburrano, col placet del ministro Giannini, fissava parametri precisi sull’impegno finanziario che ciascuna istituzione era tenuta a versare per salvare il Paisiello: un milione di euro una tantum, per un totale quindi di tre milioni di euro, nelle more del processo di statalizzazione dell’Istituto musicale. Ora – prosegue – mentre il Governo, pur proseguendo il ragionamento sulle modalità per attuare la statalizzazione dell’intero comparto, ha già erogato una parte dei fondi di competenza e la Regione Puglia, lo scorso dicembre, dette il via libera per il contributo di sua competenza, dell’impegno della Provincia non v’è alcuna traccia». 
Qualcosa non quadra. «Serve chiarezza – continua Rana – e soprattutto trasparenza. Anche perché in Provincia sanno bene che le procedure per avviare gli Istituti superiori Musicali verso la statizzazione sono già ad uno stadio avanzato. Perché dunque giungere ad una decisione così drastica senza aver prima provato almeno ad interloquire con il Governo?». Rana, forse paventando il rischio di un colpo di coda, scrisse al presidente Tamburrano circa un mese fa per ricordargli gli esiti positivi della seduta della VII Commissione Istruzione e Cultura del Senato. In quella occasione il Miur dette l’ok per un investimento di circa 40 milioni di euro per la statizzazione di tutti gli Istituti musicali non statali. Quindi, perché inviare le comunicazioni per la mobilità?

A questo il presidente Rana non ci sta e senza mezzi termini scrive a Tamburrano quanto segue: «Caro presidente, mi devi consentire un’amara considerazione: mentre Governo della Repubblica e Parlamento studiano per procedere speditamente alla statizzazione, per quel che ci riguarda dell’Istituto Paisiello, presso la struttura burocratica della provincia di Taranto, si studia come fare per chiuderlo, per sempre». Ora, seppure la situazione finanziaria nella quale versano oggi gli Enti locali, unita all’evoluzione del panorama normativo che li riguarda, rende impossibile immaginare che questi possano continuare a sostenerne oneri finanziari “extra” «è vero pure - sostiene Rana - che nel caso del Paisiello, la Provincia non abbia neppure mostrato uno scatto d’orgoglio, un cenno a difesa verso un Istituto che oltre ad essere emblema del patrimonio musicale e culturale tarantino offre a tanti giovani una preziosa opportunità formativa nel loro territorio. Di certo non staremo a guardare né ad aspettare che qualcosa ci piova dall’alto. Siamo pronti a scendere in campo».

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