Altri tre morti al Moscati. Sono 17 i medici contagiati: il 2% del totale al lavoro in tutta la provincia di Taranto

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Lucia J.IAIA

Seppur ancora elevata nei numeri, sembra comunque essersi stabilizzata la curva dei contagi giornalieri nella provincia jonica. Sono 142 i casi registrati ieri dall'Asl di Taranto, mentre a non farcela sono stati 3 pazienti ricoverati nel reparto rianimazione del G.Moscati. Dunque, si conferma la media calcolata in 145 persone che contraggono il Covid 19 ogni giorno dall'inizio del mese ad oggi, per un totale di 3.493 positivi in 23 giorni, un dato questo che, evidentemente, tiene con il fiato sospeso ed obbliga tutti alla massima cautela. Il numero dei ricoverati anche, sale leggermente. Al Moscati risultano attualmente ricoverati 69 pazienti positivi, di cui 28 nel reparto malattie infettive, 26 in pneumologia e 15 in rianimazione. Il Giannuzzi di Manduria è ormai quasi pieno con 50 pazienti, di cui 5 in rianimazione. Al San Marco di Grottaglie, si registrano 24 positivi in attesa di essere trasferiti nelle loro abitazioni o in reparti Covid. Restano 20 invece, i ricoverati nell'ospedale San Pio di Castellaneta, mentre aumentano quelli nel Presidio Covid post acuzie di Mottola dove, ad oggi, ci sono 47 positivi. Si riducono i pazienti nella casa di cura Santa Rita che ne ospita 24.


Il Covid-19 naturalmente, non risparmia nemmeno chi lavora in corsia. Al momento però, come conferma l'Asl di Taranto in una nota, solo una minoranza dei medici in servizio ha contratto il virus (circa il 2%). Nel periodo ottobre-novembre, su 851 medici si sono registrati 17 contagi. Le strutture maggiormente coinvolte sono state l'ospedale SS.Annunziata con 3 contagi su 302 medici, pari a meno dell'1% e l'ospedale Moscati con 3 casi su 96, ossia poco più del 3%. Andando a guardare nel dettaglio poi, la maggior parte dei contagiati presta servizio nel distretto socio sanitario n. 1 di Ginosa (1 su 3, ossia il 33,33%) e nelle strutture centrali (2 su 10, pari al 20%). «In entrambi i casi - spiega l'Asl jonica - la percentuale risulta alta in ragione del numero ridotto dei medici in servizio e non per una larga diffusione del contagio. Ai 17 medici contagiati se ne devono aggiungere ulteriori 2 tra quelli convenzionati per il Servizio 118, su un totale di 33 medici convenzionati per il 118». Dunque, tutto sotto controllo. «Allo stato attuale - prosegue l'Asl - non si ravvisano motivi di preoccupazione per una possibile carenza di medici nelle strutture sanitarie aziendali». Tra l'altro, fortunatamente non si rileva alcun focolaio in nessuna struttura ospedaliera.


«Al contrario, nel periodo marzo-aprile, si sono registrati 16 contagi su 893 (meno dell'1,8%), 15 dei quali sono riconducibili al focolaio dell'ospedale San Pio di Castellaneta, unico focolaio nell'ambito delle strutture Asl Taranto in entrambe le ondate». In altre parole, tra i 33 casi di medici positivi, quasi la metà è attribuibile al focolaio dell'ospedale di Castellaneta della scorsa primavera. Sul fronte dei ricoveri invece, le criticità non sembrano ancora risolte. Dopo il caso del 57enne positivo al Covid che domenica ha atteso 11 ore in ambulanza prima di essere ricoverato al M.Giannuzzi di Manduria, anche lunedì qualcosa deve essere andato storto. Lo riferisce un volontario del 118 che, in serata, si è visto costretto a contattare il Commissariato di Manduria perché bloccato in ambulanza con un paziente positivo di cui era stato concordato, il trasferimento dal reparto medicina Covid di Martina Franca a quello del Giannuzzi. «Al nostro arrivo - racconta - abbiamo chiesto al vigilante di entrare perché si trattava di un ricovero programmato. Invece, nessuno sapeva nulla e così, abbiamo dovuto attendere dalle ore 18.30 alle 21.30. Da premettere che il paziente in ambulanza aveva freddo, non si sentiva bene ed aveva bisogno di un bagno. Dopo numerose e concitate telefonate tra l'ospedale di Martina e quello di Manduria, alla fine ci siamo rivolti alla Polizia per risolvere la situazione. Ringrazio il Commissariato per essersi attivato immediatamente». Resta quindi, molto caldo il clima sul fronte organizzativo della rete ospedaliera. E' indispensabile garantire entro la fine di questo mese 414 posti Covid, considerato che al momento ce ne sono 300. Ovviamente, non basta reperire solo gli spazi per il posto letto ma serve soprattutto la presenza di personale sanitario. Sono ormai noti a tutti gli sforzi compiuti da medici e infermieri, tanto da portarli a sdrammatizzare con tute riportanti la scritta No stop. Ma a parte l'ironia che serve anche solo a stemperare la tensione di chi lotta in prima fila, i problemi restano e appaiono anche molto urgenti.

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