Melucci silura Sebastio: via dalla giunta

Melucci silura Sebastio: via dalla giunta
L’ex procuratore capo della Repubblica Franco Sebastio da venerdì scorso non è più assessore alla Legalità, Cultura e Attuazione del programma del Comune di Taranto. Con certezza pronti ad entrare in giunta sono due nuovi assessori: uno in quota al Pd e l’altro in quota al gruppo di quattro consiglieri che fa riferimento a Piero Bitetti. «Il sindaco Melucci - si legge in una nota di Palazzo di Città - con proprio atto ha revocato la nomina di assessore al dottor Franco Sebastio senza dimenticare di ringraziarlo per il lavoro e l’apporto qualificato fin qui dato all’azione di governo cittadino. Al momento le deleghe vengono trattenute dal sindaco».
Nell’atto di revoca, pubblicato sull’albo pretorio del Comune, il primo cittadino Rinaldo Melucci spiega che le ragioni della revoca sono da addebitare ad una rivisitazione della maggioranza in seno al Consiglio comunale, da cui proprio Sebastio si è dovuto dimettere nel luglio scorso per accettare l’invito del sindaco a far parte della giunta. «Ricordato - scrive il primo cittadino nell’atto - che alcune settimane addietro era stato già preannunciato l’intendimento di procedere ad un riesame e riordino delle attività mirate a rendere maggiormente efficace l’azione di governo cittadino anche attraverso una rivisitazione dello stesso esecutivo; che nell’ambito di questa esigenza si appalesa, quindi, opportuna una riflessione anche sull’attuale composizione della giunta comunale che non può prescindere da valutazioni che guardino l’assetto più complessivo della maggioranza».
La revoca di Sebastio è stata già messa in preventivo da tempo da Melucci, almeno da quando ha accettato le dimissioni polemiche dell’assessore al Personale e agli Affari legali Anna Maria Franchitto. Dunque l’estromissione dalla giunta di Sebastio non è dipesa dai rapporti, oramai molto “freddi” tra Melucci ed Emiliano. Proprio il governatore alle scorse comunali ha fatto pressione sull’ex procuratore capo affinché appoggiasse al ballottaggio l’attuale sindaco di Taranto e in precedenza l’ha voluto al suo fianco a Bari nel “comitato dei saggi”. 
 
Secondo indiscrezioni dei ben informati, il sindaco nelle settimane scorse avrebbe spiegato la sua insoddisfazione allo stesso Sebastio per il suo operato, che sarebbe stato impercettibile almeno nei confronti dell’opinione pubblica. Tant’è che Melucci avrebbe suggerito a più riprese all’ex procuratore capo di scrivergli una lettera di dimissioni, affinché una figura come la sua con un alto profilo professionale non fosse soggetta ad un atto di revoca, ma avanzasse dimissioni spontanee dettate eventualmente da equilibri politici che evidentemente non sono più gli stessi dell’estate scorsa. Sarebbe bastato, insomma, leggere la lettera di dimissioni della Franchitto, fare copia e incolla e ricordarsi di cambiare le deleghe dell’assessorato e la firma.
I due assessori, uno dimissionario mesi fa e l’altro revocato venerdì, saranno avvicendati presto e, se solo volessero, il sindaco accetterebbe gli ingressi nell’esecutivo del capogruppo dei dem Gianni Azzaro, che è vicino alle posizioni del sindaco di Bari Antonio Decaro (di recente molto in sintonia con Melucci), e del consigliere comunale Piero Bitetti. Per quanto concerne il Pd, domani c’è una riunione e il partito cercherà di fare sintesi nonostante la debacle elettorale subita anche a Taranto città. Se dovesse entrare in giunta un consigliere comunale del Pd sarebbe surrogato in Consiglio dall’ex segretario cittadino Tommy Luccarella. Dopo aver già “incassato” la presidenza dell’Amiu in quota a Luca Tagliente, plant manager di un’azienda di Massafra che produce energia elettrica da combustibile derivato dai rifiuti, e un posto nel consiglio d’amministrazione dell’Amat per Giorgia Gira, Bitetti è un altro che il sindaco sarebbe disposto ad accogliere in giunta.
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Domenica 11 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:43