Maricomm: l’ex comandante Di Guardo davanti al gup dal 24 gennaio

Maricomm: l’ex comandante Di Guardo davanti al gup dal 24 gennaio
Saranno tutti definiti nel gennaio 2018 i procedimenti aperti sulla gestione illecita degli appalti nella direzione della Marina militare di Maricommi.
È stata fissata al 24 gennaio dell’anno prossimo, infatti, la definizione del secondo filone dell’inchiesta aperta dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone, che coinvolge l’ex comandante di Maricommi Giovani Di Guardo, la sua compagna Corina Boicea, il tenente Francesca Mola, il capitano Massimo Conversano, Marcello Martire e altri imputati.
Come è noto, questa tranche d’indagine, che ha già fatto registrare l’uscita di scena di altri coinvolti attraverso i patteggiamento delle pene, era finito all’esame del gup dottoressa Vilma Gilli che, però, aveva firmato a suo tempo alcuni decreti di intercettazioni. Di qui la sua incompatibilità a trattare il caso.
Così, gli atti erano andati al presidente della sezione dottoressa Anna de Simone per l’affidamento ad altro giudice. La dottoressa de Simone ha messo il procedimento nel suo ruolo ed ha appunto fissato l’udienza preliminare per il 24 gennaio.
In questa maniera, il maxi-procedimento “Tangenti&stellette”, legato alla illecita gestione degli appalti nella direzione di Maricommi, giungerà alla duplice decisione dei giudici davanti ai quali era sfociata la doppia tranche d’indagine diretta dal dottor Carbone.
Pur separati fra loro, i procedimenti presentano numerosi punti di contatto, con denominatore unico: la dazione di tangenti per avere “accesso imprenditoriale” nella cattedrale della direzione amministrativa della Marina.
 
Nel primo procedimento, che è anche quello che accese i riflettori della procura su Maricommi, sono coinvolti fra gli altri il capitano di fregata Roberto La Gioia, all’epoca comandante del quinto reparto di Maricommi, i capitani di fregata Giovanni Cusmano, Riccardo Di Donna, Marco Boccadamo, Giuseppe Coroneo, Giovanni Caso e Alessandro Dore, e i capitani di vascello Fabrizio Germani e Attilio Vecchi.
Sono chiamati in causa per le procedure illecite individuate dal dottor Carbone, che diresse le indagini svolte dai carabinieri. Successivamente a quelle indagini, lo stesso procuratore aggiunto volle approfondire la “qualità” delle procedure successivamente attuate all’interno della struttura militare della Marina.
Scoprì, contrariamente a quanto sarebbe stato lecito aspettarsi, che la successione a quei vertici non aveva prodotto alcun beneficio in termini di legalità, anzi.
Quegli avvicendamenti avevano germinato situazioni peggiori, grazie all’avvento di Giovanni Di Guardo alla direzione di Maricommi. Ed erano scattati altri arresti, scaturiti da accertamenti-lampo effettuati nel caso specifico dalla guardia di finanza.
Rimanendo al primo filone d’indagine, nell’ultima udienza il dottor Carbone aveva chiesto che venissero acquisiti alcuni verbali legati al secondo procedimento. Dopo l’opposizione della difesa dei coinvolti, il gup dottoressa Anna de Simone aveva poi aggiornato l’udienza al 10 gennaio 2018 per la decisione.
In sostanza, il mese di gennaio, nel prossimo anno, sarà decisivo per chiudere l’intero filone dell’inchiesta, che sia pur in fasi diverse ha spalancato le porte verso l’accertamento di condotte censurabili, attuate da uomini dello Stato che avrebbero dovuto essere i baluardi della legalità.
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Mercoledì 29 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:33