Mar Grande balneabile. Proposta per il bagno al lungomare di Taranto

Lido Taranto, sul lungomare di Taranto è usata come spiaggia
Lido Taranto, sul lungomare di Taranto è usata come spiaggia
di Nicola SAMMALI
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Martedì 2 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 06:54

Il ritorno al passato è una chiave per il futuro, che a Taranto significa principalmente sviluppo della risorsa mare. Un tempo bastava uscire di casa, attraversare la strada e raggiungere uno dei lidi costruiti in legno sotto il lungomare per potersi tuffare in acque pulite e cristalline. Farsi chilometri per un bagno non era ancora l’unica opzione possibile, in una città che di mari ne ha due a circondarla. Poi le cose sono cambiate, e tutto ciò che era già realtà, è stato stravolto: altrove quell’idea di turismo, quella cultura del mare, è diventata un punto di forza, una leva per investire. Qui, invece, è stata sepolta dall’industrializzazione, anche se non definitivamente, Ora, però, la direzione intrapresa con notevole sforzo e visione lungimirante impone altre scelte precise per incrementare il turismo e diversificare l’economia. 

La proposta


La proposta del sindaco Rinaldo Melucci punta a recuperare proprio quelle radici: «Rendiamo Mar Grande balneabile», ha scritto il primo cittadino in una nota indirizzata a Capitaneria di porto e Asl di Taranto. L’indicazione è chiara: spostare gli ancoraggi dei mercantili verso l’area prospiciente il porto, realizzando nuove aree di balneazione lungo il waterfront cittadino di Mar Grande. «Sono due obiettivi che definiscono un pezzo del percorso intrapreso dalla città ossia virare verso un modello di sostenibilità che tenga in debito conto le potenzialità offerte dalla risorsa mare. Abbiamo deciso, grazie anche al concorso di diverse altre istituzioni che credono nella transizione di Taranto, di cambiare strada e valorizzare, per esempio, l’intero affaccio sulla rada di Mar Grande. Dobbiamo creare le condizioni, però, affinché questo enorme investimento produca reale sviluppo», ha commentato Melucci, che ha coinvolto in questo progetto il comandante della Capitaneria Diego Tomat e il direttore generale dell’Asl Gregorio Colacicco (e per conoscenza il dirigente del dipartimento di Prevenzione Michele Conversano). 

Il piano

Contestualmente all’iter che porterà alla definitiva approvazione del Piano delle coste, redatto e adottato in giunta dall’amministrazione Melucci, il sindaco ha chiesto formalmente un confronto sulla perimetrazione delle zone di balneazione, aggiungendo anche «un’opportuna valutazione degli attuali punti di ancoraggio delle unità mercantili, prevedendone la concentrazione verso l’area dei pontili tecnici del porto». Ma non è tutto: «Coinvolgeremo gli enti scientifici preposti per una prioritaria verifica della qualità delle nostre acque ma il futuro di questa città non può aspettare. E in quel futuro il mare di Taranto dovrà essere soprattutto catalizzatore di buona economia». 

L'attuale divieto


Attualmente è in vigore il divieto di balneazione nell’unica spiaggia in città, nonostante il depuratore dell’Acquedotto Pugliese in funzione. Spesso gli sversamenti di liquami sono stati immortalati dai cittadini, e sono episodi che non si verificano esclusivamente con il fenomeno del “troppo pieno”, ovvero quando le forti piogge spingono tutto in mare. Sono criticità che richiedono la collaborazione tra gli enti. A fine giugno per garantire una maggiore fruibilità e sicurezza ai diportisti che frequentano il Mar Grande, con l’ordinanza 307 la Capitaneria ha ridotto la distanza dalla costa dalle Isole San Pietro e San Paolo di Taranto dove poter ancorare con le barche: in passato la distanza dalla costa doveva essere superiore a 200 metri; ora quel limite, per le sole unità da diporto, è stato ridotto fino a 50 metri, fatta eccezione per gli specchi acquei destinati alla balneazione, antistanti gli stabilimenti balneari. 

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