Taranto, confisca da 5 milioni a imprenditore ittico condannato per mafia

Lunedì 24 Gennaio 2022

Beni per 5 milioni di euro intestati anche a congiunti e prestanome. La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito a Taranto e provincia un decreto di Confisca di beni emesso dal Tribunale di Lecce - Prima Sezione Penale - Misure di Prevenzione.

L'imprenditore condannato per mafia

Si tratta di un patrimonio dal valore di oltre 5 milioni di euro riconducibile ad un imprenditore operante nel settore della commercializzazione di mitili, Giuseppe Catapano, ritenuto socialmente pericoloso sulla base delle risultanze emerse dalla indagini condotte dalla Dia e coordinate dalla Dda di Lecce e a seguito di vicende giudiziarie a suo Carico con la condanna per associazione di tipo mafioso, estorsione e violazione della disciplina sulla detenzione delle armi.

L'indagine sui redditi dichiarati

Le investigazioni hanno permesso di accertare come l’uomo pur non avendo formalmente dichiarato redditi sufficienti a giustificare le sue rilevanti disponibilità economiche, sia riuscito ad accrescere il proprio patrimonio personale ed imprenditoriale ricorrendo anche all’intestazione di beni a congiunti ed a prestanomi.

Ville, terreni e magazzini anche intestati ad altri

La confisca interesserà 2 ville, 1 immobile ad uso abitativo, 8 magazzini e 1 terreno, ubicati In Taranto, Castellaneta Marina e Martina Franca, nonché il 50% di quote societarie, 5 compendi aziendali operanti nel settore dei mitili e frutti di mare in genere, 5 autoveicoli, 3 motocicli e 5 rapporti finanziari.
L’odierno risultato operativo si inserisce nell’ambito delle attività Istituzionali finalizzate All’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico nazionale.
 

Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 15:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA