Tentò di uccidere i due figli, lanciando la più piccola dal balcone: condanna a 20 anni

Giovedì 3 Ottobre 2019 di Lino CAMPICELLI
Vent'anni di reclusione all'uomo che causò gravissime lesioni alla figlia femmina, scaraventandola nel vuoto da un balcone, e lesioni fortunatamente non gravi al figlio maschio, colpito con un coltello alla gola. È la sentenza emessa ieri dal gup Vilma Gilli, che ha definito la posizione di un uomo di Taranto di 50 anni, che rispondeva pure di maltrattamenti ai danni dell'ex convivente e dell'aggressione ai danni di un militare dell'Arma, intervenuto per bloccarlo.

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Il corredo delle imputazioni gravava sull'uomo, protagonista nell'ottobre 2018 di uno degli episodi più brutali e agghiaccianti di cui la cronaca tarantina si sia mai occupata. A carico di questo soggetto, dal quale prese le distanze persino l'allora difensore di fiducia, ieri è giunta la sentenza del giudice dell'udienza preliminare. In fase di discussione, il pm Filomena Di Tursi aveva chiesto la condanna a 15 anni. Il giudice però ha ritenuto di valutare diversamente la gravità del fatto. L'imputato, a carico del quale è scattata l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dovrà essere sottoposto, a pena espiata, a 3 anni di libertà vigilata.

L'episodio agghiacciante è noto: il 7 ottobre 2018 un 14enne, accompagnato dallo zio, si presentò nel pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe Moscati con una ferita da arma da taglio al collo: informati del fatto, i carabinieri raggiunsero un appartamento del Paolo VI. Giunti in zona, i militari si ritrovarono di fronte a un'altra tragedia: il corpo di una bambina di 6 anni riverso sull'asfalto dopo un volo di tre piani. I militari allertarono subito il 118 che condusse la piccola in ospedale in gravissime condizioni. A scaraventarla dal balcone, accertarono gli investigatori, fu il padre: l'uomo reagì così all'impossibilità di riprendere la relazione con la madre dei ragazzini, dalla quale si era separato.
I due figli della coppia erano da qualche giorno a casa della nonna paterna dove l'uomo viveva da quando era stato costretto a lasciare la casa dell'ex compagna.

Di fronte allo sgomento per ciò che era accaduto, gli inquirenti ricostruirono le cause della folle reazione. In casa con lui, oltre i figli, c'era inizialmente anche la madre dell'uomo e alcuni familiari. Forse al termine di una discussione, l'uomo aveva attirato a sé il figlio 14enne e lo aveva accoltellato alla gola: il gesto aveva seminato il panico. Mentre uno dei familiari aveva accompagnato l'adolescente in ospedale, la madre dell'uomo era fuggita. Con il 50enne erano rimasti altri parenti che avevano tentato di farlo ragionare. Un'ora dopo il colpo inferto contro il 14enne, che per fortuna non aveva subito lesioni gravi, l'uomo si era scagliato contro la figlia di 6 anni che era sul divano. Colti di sorpresa, i parenti non erano riusciti a evitare la follia dell'uomo. Poi, il volo di circa 12 metri e l'impatto violentissimo del corpo della piccina sull'asfalto.

Dopo l'ignobile impresa l'uomo si era barricato in casa, sopravvivendo senza problemi al duplice, folle gesto. Poi, non senza fatica, e con conseguenze per un vicebrigadiere, era stato immobilizzato dai carabinieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA