Taranto, incontro tra sindacati e Autorità portuale: si decide sul futuro del porto

Lunedì 28 Marzo 2022 di Domenico PALMIOTTI

Sul caso terminal container e Yilport, il presidente dell’Autorità portuale di Taranto, Sergio Prete, incontra oggi pomeriggio i sindacati dei trasporti. È un incontro che doveva già tenersi qualche giorno fa ma è stato posticipato perché Prete era a Dubai, all’Expo, con la missione della Regione Puglia. L’incontro odierno precede quello che presidente dell’Authority, sindacati e Yilport - il gruppo turco concessionario del terminal - avranno l’11 aprile. Un confronto triangolare dopo mesi di assenza. 

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Il punto

La vicenda Yilport - che per 49 anni ha ottenuto la concessione di 1.800 metri lineari di banchina, quella del molo polisettoriale, ed un milione di metri quadrati di aree retrostanti - ha preso le mosse nelle scorse settimane quando Prete ha inviato alla società San Cataldo Container Terminal, diretta espressione della stessa Yilport, una lettera di contestazione-diffida. Mancato rispetto dei volumi di traffico annunciati, mancati investimenti nel terminal, ha evidenziato Prete al concessionario, dandogli poi 15 giorni di tempo per rispondere e paventando, in caso di inadempienza, la revoca della concessione. Non c’è stato bisogno di arrivare a tanto perché Yilport ha presto manifestato segnali di disponibilità ed ha espresso volontà di collaborazione. Tutte cose che poi il management di Yilport ha di recente confermato a Verona, dove, a margine di un evento della logistica, ha incontrato lo stesso Prete. In quella circostanza, si è fatta ulteriormente strada la necessità di scrivere un nuovo accordo tra le parti per il rilancio dell’infrastruttura portuale. Tuttavia il clima non si è del tutto rasserenato.

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«All’incontro - spiega a Quotidiano Carmelo Sasso di Uil Trasporti - andiamo con la posizione che non si può stare tutti zitti e morbidi continuando a stendere tappeti rossi sotto i piedi dei turchi. In questi ultimi due anni Yilport ha bluffato. Per la verità, io l’ho detto prima di oggi ma adesso mi pare che tutti se ne stiano accorgendo. Credo che il terminalista abbia mancato di rispetto nei nostri confronti non dandoci le risposte che aspettiamo sul piano industriale. Oggi il presidente ci ha convocato ma noi è la società che vogliamo sentire. Prete ci illustrerà la lettera di replica di San Cataldo Container Terminal e da quello che sappiamo, la società risponde ai vari punti di contestazione, dal canone all’energia elettrica. Il presidente ha fatto i suoi rilievi ma a noi interessa capire quale lavoro si porta a Taranto, quali prospettive ci sono, chi comanda nella società. Per esempio, un dirigente di Yilport è stato nominato adesso capo progetto per Taranto, ma che significa? Un direttore generale non c’è. Mentre la persona che si occupa di personale è stata nominata tempo addietro dall’ex direttore generale Raffaella Del Prete, per cui mi chiedo se abbia ancora poteri e deleghe. In un’azienda ruoli e responsabilità devono essere chiari e qui non è così».

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In quanto al traffico, per Sasso continua ad essere molto scarso. «Più che un terminal container - osserva -, sembra un albergo o un b&b. In queste ore, per esempio, è attraccata una nuova nave Maersk ma siamo sempre alla toccata e fuga. Maersk viene perché il porto di Odessa, in Ucraina, non è agibile e quindi sin quando non ha un’alternativa, andrà un po’ lì e un po’ la. Come puoi sperare tu terminalista che Maersk scelga Taranto se non fai i contratti?».

Ultimo aggiornamento: 08:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA