Ex Ilva, piombo e arsenico nel sangue dei bambini. «Basta decreti per salvare l'acciaieria»: il Comitato annuncia ricorso alle Nazioni Unite

Sabato 19 Giugno 2021

«Una nuova ricerca recentemente pubblicata in inglese sulla prestigiosa rivista internazionale Nature certifica effetti neurotossici sinergici di piombo e arsenico sui bambini di Taranto residenti nei quartieri vicini al polo industriale. Questo ha destato in noi forte preoccupazione. Occorre un vostro urgente intervento per fermare gli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva, ormai improcrastinabile». In una missiva indirizzata ai ministri della Salute, Roberto Speranza, e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, il Comitato per la Salute e per l'Ambiente di Taranto (al quale aderiscono Peacelink, Genitori Tarantini, Comitato Quartiere Tamburi, Articolo 32, LiberiAmo Taranto e Lovely Taranto) rilancia lo studio ripreso dalla rivista scientifica circa gli effetti dell'inquinamento sui più piccoli, chiedendo ancora una volta interventi immediati per fermare l'acciaieria più grande d'Europa. 

«Questo studio - aggiunge il Comitato - riprende, continua e approfondisce uno studio già condotto a Taranto sull'impatto che l’inquinamento industriale ha sul quoziente di intelligenza dei bambini. Aggiunge nuove conoscenze sull'impatto comportamentale». Il dato più preoccupante riguarda «gli effetti del piombo e dell’arsenico», che - prosegue - «non solo si sommano, ma si amplificano reciprocamente».

Il Comitato per la Salute e per l'Ambiente di Taranto chiede ai ministri del Governo Draghi di «smentire le voci che danno per imminente un nuovo decreto salva-Ilva, decreto che sarebbe una grave atto di protervia e di irresponsabilità. Vi scriviamo per annunciarvi che intendiamo rivolgerci al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del bambino, con sede a Ginevra, per segnalare questa situazione dei bambini di Taranto con piombo nel sangue e arsenico nelle urine. L'immissione di piombo e arsenico in atmosfera - conclude il Comitato - va fermata. Il tempo dell’attesa e delle proroghe è finito. Siamo di fronte all’acclarata persistenza di un rischio neurotossico inaccettabile». 

Ultimo aggiornamento: 14:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA