Pelillo: «Interventi Aia e produzione ridotta, l’Ilva non inquina più»

Pelillo: «Interventi Aia e produzione ridotta, l’Ilva non inquina più»
di Paola CASELLA
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Sabato 21 Maggio 2016, 06:53 - Ultimo aggiornamento: 14:42
Nella discussione di ieri mattina nell’aula consiliare di Palazzo di Città non si è parlato soltanto del piano di riordino ospedaliero regionale, ma anche del rapporto tra produzione Ilva e salute. Ad introdurre l’argomento, durante i lavori del consiglio comunale allargato ai parlamentari ed ai consiglieri regionali, è stato l’onorevole Michele Pelillo del Partito democratico: «Oggi è un’occasione molto importante per limitarla solo all’aspetto del piano di riordino. Salute e ambiente a Taranto devono andare a braccetto, perché sappiamo bene come si condizionano l’una con l’altro. Allora, è il momento di fare anche una riflessione sull’ambiente».
Il parlamentare ha poi illustrato la sua analisi della questione: «Nel presente l’Ilva è un’industria che non inquina più da diverso tempo per una semplice ragione: perché produce poco e perché sono stati fatti molti lavori di ambientalizzazione all’interno, anche se, come sappiamo, non completati».
 
Il rappresentante del Pd ha poi spiegato come, a suo giudizio, sia possibile riuscire a far in modo che questa situazione permanga, anche con il passaggio dell’azienda alla cordata di soggetti privati: occorre stare attenti al piano industriale ed in particolare al numero relativo ai milioni di tonnellate annue di produzione di acciaio. 
«Se - ha osservato Pelillo - in quel documento noi leggeremo un numero che è compreso tra 6 e 7, allora, probabilmente, noi avremo trovato finalmente il punto di equilibrio tra il lavoro e la salute. Ricordiamoci che nell’Aia c’è un limite di produzione a 8 milioni di tonnellate di acciaio all’anno contro i quasi 11 che faceva Riva. L’Arpa, a suo tempo, ha fatto notare che anche 8 milioni è un numero troppo elevato per poter compensare salute e produzione. Allora noi rispondemmo che ne avremmo riparlato al momento opportuno. Ebbene, quel momento è arrivato».
Il deputato ha, però, subito chiarito: «Ovviamente mi riferisco, per non essere equivocato, al ciclo integrale, poi, oltre al ciclo integrale, potremo avere anche nuovi investimenti: parlo dei forni elettrici, del preridotto, di altre procedure non impattanti dal punto di vista ambientale».

L’intervento di Michele Pelillo ha suscitato dubbi nel consigliere comunale Mimmo Cotugno che, senza chiamarlo in causa direttamente, nel suo intervento in aula, ha fatto riferimento alle dichiarazioni del parlamentare jonico: «Abbiamo iniziato la nostra assemblea fuori tema, con un intervento che non ha nulla a che fare con l’ordine del giorno di questa seduta consiliare monotematica allargata. Non vorrei che qualcuno fuori da questo palazzo, parlando di abbassamento della produzione e quote di mercato, possa pensare che siamo pronti a cedere al ricatto occupazionale o a rinunciare alle bonifiche».
Immediata anche la risposta di Massimiliano Russo del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti che era presente in aula insieme ad una delegazione del movimento: «Il fatto che l’Ilva non inquina più è una notizia nuova. Pelillo ha detto che una produzione di 6 milioni di tonnellate all’anno non inquina, ciò significa che non ha ancora capito come funziona il ciclo integrale. È inutile dire che l’Ilva non inquina e che l’Aia è stata rispettata perché non è così. È solo propaganda elettorale». 

Cataldo Ranieri si è soffermato, infine, sul risanamento: «Che nessuno si illuda che con le nuove proprietà verranno messi a posto gli impianti, togliamoci questa illusione. Noi, invece, vogliamo uno Stato serio che faccia un decreto che salvi i lavoratori e questa città, perché sentire parlare di Ilva che ci ammazza succede da anni, non abbiamo più bisogno né di studi né di relazioni».
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