Ex ilva, il Comitato per la salute prepara l'esposto. «I dati dell'Oms sulle morti premature è notizia di reato»

Sabato 22 Gennaio 2022

Secondo l'Oms, Organizzazione mondiale della sanità nel Tarantino si sono registrate 270 morti premature in dieci anni a causa delle emissioni dell'ex Ilva. All'indomani della presentazione del Report dell'Oms i responsabili del Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto parlano di «notizia di reato» e sono pronti a presentare un esposto.

Il Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto

«Il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) recentemente presentato dalla Regione Puglia è molto importante perché smentisce tutti coloro che ritenevano accettabile l'inquinamento dell'ex Ilva a Taranto dopo il 2012. Questo rapporto a nostro parere costituisce notizia di reato e ci attiveremo pertanto con un esposto alla Procura affinché venga acquisito dalla magistratura per ogni migliore sua valutazione in ordine alle condotte e agli eventuali responsabili», dichiarano Massimo Castellana (responsabile legale) e Alessandro Marescotti del Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto, aggiungendo che «le emissioni dello stabilimento continuano ad essere incompatibili con la salute pubblica e l'Oms fornisce dati in tal senso. Siamo di fronte a un danno alla salute che non si è interrotto alla data di competenza del processo Ambiente Svenduto. Se da una parte lo studio Oms registra una riduzione del danno sanitario - grazie anche all'intervento della magistratura - dall'altra i dati evidenziano la sua prosecuzione, conteggiando il numero di morti premature fra gli over 30».

L'Oms: «Ex Ilva, emissioni causa di mortalità: 270 morti premature in dieci anni»

Una stima che secondo Castellana e Marescotti, «non tiene in considerazione i danni sanitari relativi all'inquinamento di acqua e suolo, e quindi alla contaminazione della catena alimentare. Come emerge dallo studio Oms, il piano ambientale non è in grado di annullare le morti premature ma solo di ridurle. È ben magra soddisfazione scoprire che l'inquinamento uccide di meno quando non si deve morire di inquinamento. Noi non vogliamo che la guerra faccia meno vittime, noi vogliamo eliminare la guerra alla radice. Questo è il punto su cui solleviamo un problema etico ma anche giuridico».

Il senatore Turco (M5S)

«Per tutelare Taranto la decarbonizzazione da sola non basta. La proposta di legge del Movimento 5 Stelle depositata in Senato, su cui si chiede sostegno alle altre forze politiche ai fini della sua approvazione, serve a condizionare le future richieste Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) alla cosiddetta Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario (Viias). In questo modo, sarebbe possibile prevenire i danni prodotti dagli inquinanti, senza così attendere di conoscerli a distanza di decenni», afferma in una nota il senatore tarantino Mario Turco, vicepresidente M5S.

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«Si tratterebbe - aggiunge - di un cambio di paradigma, ossia di valutare ex ante gli effetti derivanti dalla produzione siderurgica e di anticipare così le decisioni conseguenti per prevenire tali effetti devastanti. In altri termini, si tratterebbe di valutare preventivamente l'impatto che gli inquinanti delle attività produttive hanno sull'ambiente e sulla salute dei cittadini». Turco ricorda che «lo studio condotto dall'OMS sugli effetti dell'inquinamento industriale sul territorio di Taranto, commissionato nel 2019 dalla Regione Puglia e presentato ieri, dimostra in maniera inequivocabile l'esistenza di un misurabile danno alla salute dei cittadini di Taranto prodotto dall'attività industriale. Si calcola tale danno in circa 270 morti premature nel decennio ante 2010, con un range fino a 430 decessi evitabili. Sono dati inaccettabili - conclude - che inducono ad un cambio immediato di paradigma».

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