Ex Ilva, la decarbonizzazione? «Colossale presa in giro sulla pelle dei tarantini»

Venerdì 11 Settembre 2020
«Il progetto di decarbonizzazione dell'ex Ilva di Taranto che prevede di utilizzare ancora l'area a caldo è un' altra colossale presa in giro dei tarantini che cercano giustizia e salvaguardia della salute e dell'ambiente». Lo afferma Lina Ambrogi Melle, presidente del Comitato donne e futuro per Taranto libera e componente del Comitato cittadino per la salute e l'ambiente a Taranto. «Viene garantita - aggiunge - la continuità produttiva degli attuali impianti pericolosi, illegali e sotto sequestro penale a cui verranno in seguito aggiunti 1 o 2 forni elettrici con lo scopo di aumentare la produzione a 8 milioni di tonnellate annue e permettere così un guadagno ai gestori che oggi perdono oltre 100 milioni di euro al mese. La maggior parte di tale produzione sarà quindi fatta con gli altoforni a carbone e solo una piccolissima quantità sarà realizzata con altri sistemi».

Ambrogi Melle afferma che «il Comitato cittadino per la salute e l'ambiente a Taranto esprime il suo totale dissenso ad ogni progetto che non preveda lo spegnimento immediato degli attuali impianti velenosi che continuano a emettere inquinanti pericolosissimi per la salute umana, che si accumulano in un ambiente già saturo di veleni e che ha solo la necessità di essere seriamente bonificato. Nessuna transizione ecologica - conclude - è possibile a Taranto se non verranno smantellati gli obsoleti impianti posti a ridosso della città che sono incompatibili con la vita». © RIPRODUZIONE RISERVATA