Quattromila dosi di droga sul drone per i detenuti

Sabato 9 Novembre 2019
Un drone zeppo di droga  destinato a rifornire lo spaccio nel penitenziario di Taranto.
Sull’apparecchio erano state infilate oltre quattromila dosi di droga, tra hashish e cocaina, insieme a due piccoli telefoni cellulari. Il drone, però, decollato nel cuore della notte si infranse su alcuni cavi elettrici e precipitò nel cortile del carcere dove venne recuperato, con tutto il suo carico, dagli agenti della Polizia Penitenziaria.

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A distanza di un anno hanno un volto i responsabili di quel fantasioso tentativo di far arrivare dietro le sbarre telefoni e droga. Si tratta di una coppia di baresi. Lui era in cella, mentre ad orchestrare il piano a dir poco ardito, ci sarebbe stata la convivente. 
L’indagine avviata sul caso, infatti, si è conclusa nei giorni: Saverio Faccilongo, trentaduenne barese, attualmente detenuto nella casa circondariale di Terni, e Domenica Ricco, anche lei barese di 32 anni si devono difendere dalla contestazione di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti. 

Quella notte, infatti, il drone, venne azionato all’esterno del penitenziario mentre a poca distanza venivano esplosi alcuni fuochi d’artificio, probabilmente per distrarre l’attenzione degli agenti di servizio. Dalla cella, peraltro, il detenuto avrebbe indicato il punto di atterraggio, segnalando la sua posizione con un accendino. Una volta entrato nel perimetro del carcere, il drone si impigliò in alcuni cavi elettrici. Il “pilota” cercò disperatamente di fargli riprendere quota per liberarlo da quei fili invisibili al buio, ma non ci fu nulla da fare. Il drone, infatti, precipitò nel cortile del penitenziario. 

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