Taranto “casa” dei delfini con l'Oasi blu nel Golfo e il Sanctuary a San Paolo

Mercoledì 12 Agosto 2020 di Francesca RANA
Su salvaguardia, recupero, riabilitazione e cura di delfini e tutta la cetofauna si innesta il protocollo d'intesa biennale firmato ieri al Centro Euromediterraneo Ketos, a Palazzo Amati, in città vecchia, tra Comune di Taranto e Jonian Dolphin Conservation. I capisaldi saranno, anzitutto: l'Oasi Blu nel Golfo di Taranto; il Taranto Dolphin Sanctuary, si spera all'isola di San Paolo o altrove, un centro di recupero di delfini in cattività o feriti, in armonia con Ric O'Barry, l'attivista descritto e mostrato nel documentario The Cove, premio Oscar nel 2010, contro le mattanze di delfini nelle baie segrete giapponesi e la costrizione contro natura in delfinari ed acquari, dopo aver compreso gli stress arrecati ai delfini addestrati nel telefilm Flipper, negli anni 60.

E poi: il consolidamento di Ketos, ora solo al piano terra, in un futuro esteso all'ipogeo con affaccio a mare, saccheggiato e vandalizzato, e presumibilmente al piano superiore; il marketing territoriale sulla leggenda di Taras ed il delfino, fondatore di Taranto, trasposizione mitologica di Falanto, esule spartano fondatore di Taras nel 706 a.C. Non è stato fissato un cronoprogramma nero su bianco, ci sono tuttavia l'impegno su una strategia condivisa e l'essenza di un percorso concettualmente orientato verso alcuni metodi di approccio ai cetacei e non altri.

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, garantirà i principi sottoscritti, nei prossimi due anni e successivamente in caso di rinnovo. Questo mese di incontri istituzionali sarà cruciale nelle conferenze di servizi: «Da qui, all'autunno - dichiara Melucci - speriamo di aver tutto sommato varato l'Oasi Blu (la Capitaneria di Porto ha già scritto le indicazioni e si prevedono tempi veloci) ed aver definito la conferenza di servizi sull'isola di San Paolo. Il Taranto Dolphin Sanctuary vogliamo sostenerlo a prescindere. L'isola di San Paolo è la location preferita, la conferenza di servizi è partita e si riconvocherà dopo Ferragosto e, se dovesse arrivare nella prossima seduta luce verde sulla finalità, Jonian Dolphin Conservation potrebbe iniziare a lavorare al progetto esecutivo, fatto di infrastrutture ed attività».

Il presidente di Jonian Dolphin Conservation, Carmelo Fanizza, raccoglie i frutti di oltre 10 anni di ricerca scientifica insieme all'Università di Bari e citizen science sui catamarani. Iniziò, pioniere ad accendere il riflettore sui delfini, sostanzialmente ignorati, ed ora il primo obiettivo a breve termine sarebbe l'Oasi Blu, area di tutela e salvaguardia di cetacei, essendo giunto a termine l'iter amministrativo, ed uno a lunga scadenza sarà la narrazione di Taranto attraverso i suoi delfini unita alla nascita di un centro di recupero e riabilitazione, di tursiopi specialmente, idealmente nella darsena di San Paolo, il primo similare nel Mediterraneo ed in Europa. «L'Oasi Blu - immagina con orgoglio - potrebbe generare nuovi posti di lavoro nello whale watching ed i nostri lidi dovranno esporre il cartello Si trova nell'Oasi blu nel Golfo di Taranto. Il Taranto Dolphin Sanctuary, invece, non si può declinare ancora. Potremo farlo dopo la conferenza di servizi con la Marina Militare. Si sta definendo la cessione di alcune aree. Stiamo lavorando all'ampliamento di Ketos a Palazzo Amati. La nostra amministrazione ha cambiato rotta, si è deciso di evidenziare azioni alternative».

Stasera alle 20, al KeTalk, sul retro di Ketos a Palazzo Amati, in vico Vigilante, prosegue, tra l'altro, la rassegna a tema Isola d'aMare (prenotazione obbligatoria al 4706269). Si parlerà di subacquea e ricerca con Giovanni Fanelli, Francesco Mastrototaro, Roberta Trani, Fabio Matacchiera, Marco D'Onghia, Pasquale Bondanese, Vittorio Pollazzon e lo stesso Carmelo Fanizza. Gli ultimi 2 appuntamenti in cartellone, alle 19, saranno: il 19 agosto, il documentario Racing extinction; il 26 agosto, il KeTalk sull'Oasi Blu e la tutela dei cetacei. © RIPRODUZIONE RISERVATA