Microcellulari come supposte per violare la sicurezza del carcere e gestire lo spaccio: 8 arresti. I carabinieri: «Ecco come li abbiamo scoperti»

Venerdì 18 Dicembre 2020
Uno dei piccoli cellulari sequestrati dai carabinieri

Gestivano lo spaccio di droga in città dal carcere. Grazie ai microcellulari che riuscivano ad entrare nelle celle. A fare luce sul caso i carabinieri di Taranto che questa mattina hanno eseguendo 8 provvedimenti cautelari, cinque in carcere e tre ai domiciliari, a carico di altrettante persone, una delle quali è minorenne. I provvedimenti sono stati spiccati dal gip  a conclusione delle indagini dirette dalla Procura di Taranto.

Nell'inchiesta, che vede indagate complessivamente 63 persone, sono contestati, a vario titolo, i reati di spaccio di sostanze stupefacente e ricettazione di microtelefoni cellulari,  con l’aggravante di aver commesso il fatto all’interno del carcere. Durante le indagini è stato documentato un perdurante e sistematico utilizzo illecito di microtelefoni all’interno del penitenziario jonico, attraverso i quali diversi detenuti continuavano a gestire le attività di spaccio all’esterno, approvvigionandosi anche dello stupefacente da spacciare all’interno del carcere che gli veniva consegnato dai familiari durante i colloqui settimanali. Durante le indagini, condotte con la collaborazione della Polizia penitenziaria del carcere Largo Magli di Taranto, si è anche accertato che i telefonini venivano introdotti nella casa circondariale anche con modalità piuttosto cruente. «Con l’ausilio di personale medico e l’utilizzo di strumenti diagnostici - hanno spiegato i carabinieri - si è accertato l’occultamento di micro telefoni all’interno del canale rettale di alcuni detenuti».

Nel dettaglio i carabinieri hanno arrestato e condotto in carcere Angelo Fago, quarantenne di Taranto, Antonio Fago, 38enne di Taranto, Garbita Scarnera, 31enne di Taranto, Mirko De Pasquale, trentenne di Taranto, e Salvatore Cerfeda, trentenne di Taranto.

Ai domiciliari, invece, sono Morabito Giosuè Lacarbonara, 19enne tarantino, e Davide Nuccio, 22enne di Taranto. Un indagato minorenne è stato trasferito in una comunità.

 

Ultimo aggiornamento: 14:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA