Caos Pronto soccorso, la Asl studia la "soluzione" per evitare il sovraffollamento

Caos Pronto soccorso, la Asl studia la "soluzione" per evitare il sovraffollamento
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Lunedì 21 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:02

Ci sarebbero varie ipotesi per il decongestionamento del Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata. Lo si ricava dalla nota che il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha inviato agli organi di informazione dopo l’incontro da lui convocato a Palazzo di Città con i vertici della sanità. 

Le soluzioni

Sarebbero diverse le ipotesi sul tavolo degli addetti ai lavori: la riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale Giuseppe Moscati, un più rapido smistamento dei pazienti nei reparti di destinazione, il coinvolgimento delle strutture private, un migliore coordinamento nella gestione dei codici verdi, la sensibilizzazione dell’utenza. In particolare ci si aspetta che una nuova “osservazione breve” possa evitare il sovraccarico del pronto soccorso del Ss.Annunziata con lo smistamento dei pazienti nei reparti interessati. Va detto anche che il vero nodo da sciogliere è quello della carenza di organico un po’ ovunque, ma soprattutto nel pronto soccorso, appunto.


«Periodicamente - ha affermato Melucci - l’Amministrazione comunale si confronta con l’Asl di Taranto, i cui dirigenti e il cui personale ringrazio per il lavoro complesso che svolgono ogni giorno, in ogni angolo della nostra provincia, spesso in mezzo a mille strumentalizzazioni, incomprensioni e mortificazioni». Il sindaco ha poi aggiunto: «In relazione alla clinicizzazione degli studenti di medicina, alle risorse per il San Cataldo e a certi vincoli assegnati a Taranto qualcosa ancora non torna e bisogna lavorare sodo, tutti insieme, per raggiungere gli obiettivi della comunità ionica. Per questo, il Comune e la Provincia di Taranto hanno intenzione di chiedere, rispettivamente per le loro competenze, all’assessore regionale Rocco Palese, al direttore del Dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro e al magnifico rettore dell’Università degli Studi Aldo Moro Stefano Bronzini, un momento di chiarezza e impegno». 

Melucci ha espresso poi «cauta soddisfazione per le ipotesi allo studio per il decongestionamento del Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata».

Il gesto del primo cittadino è stato accolto con favore dal presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Taranto Cosimo Nume. «È encomiabile - ha commentato - l’iniziativa del sindaco, che è la massima autorità sanitaria della città, di avviare un costante confronto con i vertici della Asl, nel tentativo di migliorare, per quanto possibile, una situazione di assoluta emergenza, dovuta alla carenza oggettiva, ed al momento insuperabile, di professionisti, e di superare le criticità di un periodo che, purtroppo, sarà piuttosto lungo. È importante anche il coinvolgimento della componente universitaria che rappresenta un virtuoso innesto nella sanità territoriale e che porterà certamente ad un salto di qualità dell’assistenza sul territorio». 
Il presidente dell’Ordine auspica adesso che al tavolo possano prendere parte anche i diretti interessati, soprattutto perché nessuno più di loro è in grado di chiarire aspetti tecnici e problematiche. «È fondamentale - ha osservato - ascoltare i responsabili del Pronto Soccorso, senza i quali non è facile costruire miglioramenti nei percorsi di assistenza nell’acuto e nell’emergenza. L’analisi degli aspetti più tecnici li rinvierei, infatti, ad un confronto che coinvolga più attori dei processi di salute: responsabili del Pronto Soccorso, direttori dei vari Dipartimenti medici e chirurgici, Direzioni sanitarie delle strutture private, condividendo l’invito ad un loro maggiore coinvolgimento in termini di emergenza». 
Nume ha poi precisato: «Deve essere fatto tutto nell’ambito di una programmazione complessiva su cui mi risulta che questa nuova dirigenza Asl stia alacremente lavorando. Allo stesso tempo il coinvolgimento della medicina del territorio, che rappresenta la porta di accesso dei cittadini alla salute, deve essere costante. Insomma, nell’emergenza il discorso non può che essere gestito da chi nell’emergenza lavora». 

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