Taranto, bomba di profondità fatta brillare nel Mar Piccolo

TARANTO - Una bomba di profondità statunitense della seconda guerra mondiale, rinvenuta nel mar Piccolo di Taranto dalla ditta incaricata di condurre la rimozione dei materiali di natura antropica presenti sui fondali, è stata recuperata e poi distrutta dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei distaccati presso il Nucleo Sdai (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina militare. Il residuato bellico si trovava a 300 metri di distanza dal molo di via delle Fornaci ad una profondità di 10 metri. La Prefettura di Taranto ha disposto e coordinato l'intervento di bonifica d'urgenza del Gruppo Operativo Subacquei (Gos) della Marina Militare.
 
«Intervenire su di un ordigno esplosivo di così grandi dimensioni - spiega in una nota il tenente di vascello Mirko Leonzio, comandante del Nucleo Sdai - è sempre particolare, le emozioni e l'adrenalina si fanno sentire e l'attenzione che diamo ad ogni minima azione è sempre massima. Quando la Prefettura ha disposto il nostro intervento, dalle immagini subacquee inviateci dalla ditta ho riconosciuto subito che si trattava di una bomba di profondità». Il successivo sopralluogo ha confermato «la presenza - aggiunge il comandante - di una Mark 9 modello 2, una bomba di profondità statunitense. Non è mai facile intervenire sott'acqua per rimuovere in sicurezza questo tipo di ordigno, ma farlo a pochi centinaia di metri dalle abitazioni di una città rende ancora tutto più complesso. Le operazioni subacquee hanno permesso di imbragare la bomba, passare sotto il ponte girevole rimorchiandola a distanza, e raggiungere una zona di mare individuata dall'Autorità Marittima dove, attuate le consolidate tecniche tese a preservare l'ecosistema marino, il residuato bellico è stato distrutto».
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Mercoledì 14 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 18:30