Taranto, Alessio muore a 15 anni: era una promessa del calcio

Taranto, Alessio muore a 15 anni: era una promessa del calcio
«Alessio era aggrappato alla rete, e guardava il campetto. Con quegli occhi che trasmettevano il suo desiderio di giocare a pallone».
Sono passati poco più di cinque anni, racconta Leonzio Sgobba, che per i bambini della zona di via Crispi, nel borgo di Taranto, è più di un allenatore di calcetto, da quando vide per la prima volta quel ragazzino appeso a un sogno, bravo a fare gol.
Alessio è morto martedì sera in ospedale a Taranto, stroncato da una leucemia a quindici anni, appena compiuti.
La leucemia aveva colpito Alessio due anni fa, ricorda Sgobba, ma ne aveva soltanto nove quando perse la madre. Lo aveva conosciuto così: il pallone che rotola era la sua passione. «Alessio e mio figlio che ha quindici anni sono la spinta che ha portato a tutto questo».
Tutto nasce tra il 2012 e il 2013, prosegue Sgobba, che è riuscito ad aggregare oltre ottanta ragazzi, bambini dai 5 ai 13 anni, che adesso corrono sullo stesso campetto e indossano la stessa maglia.
«Nel quartiere borgo, nella zona di via Crispi - dice l'allenatore - tanti bambini e tanti genitori sono in difficoltà economica. Un giorno passai dalla parrocchia Sant'Antonio, dove siamo cresciuti, ci sono dei campetti e vidi tanta tristezza negli occhi di questi bambini. Non avevano nulla. Non si potevano permettere di calpestare quell'erbetta tanto sognata. Allora decisi di pagare di tasca mia quei campetti e chiamare tutti questi bambini che avevano bisogno soprattutto di amore e di affetto».
Alessio si presentò un paio di giorni dopo. «Era piccolo - dice l'allenatore della New Team Taranto, la squadra di Alessio - viveva nella vicina casa famiglia. Aveva saputo di questo mister che faceva giocare a calcetto i bambini, senza chiedere soldi. Guardava gli altri giocare appeso alla rete di protezione. Allora gli dissi di entrare».
Sgobba vuole dare un'opportunità a questi piccoli, e Alessio, vittima della leucemia, era uno di loro.
«Ho capito e sentivo che potevo fare molto per i bambini, perché nessuno si occupava di loro, che sono gli ultimi. Alessio era un bambino fortissimo. Un giorno mi disse: mister perché non facciamo un campionato, visto che siamo una squadra forte?».
Ora la New Team Taranto partecipa ai campionati provinciali del Coni e degli enti di promozione.
Alessio era diventato un giovane talento sul campetto all'interno dell'Istituto Maria Immacolata di Taranto: giocava come attaccante e segnava trenta gol a stagione. Era tifoso del Milan. Le cure l'hanno costretto spesso ad allontanarsi da Taranto: prima a Bari, poi a Roma e infine all'ospedale Santissima Annunziata.
«Un angelo mandato da Dio per gli altri».
È stato Sgobba a scoprire quel «gonfiore sul collo» mentre Alessio si allenava: avvisò l'educatrice, che la mattina dopo lo accompagnò in ospedale. «Non è più tornato a giocare».
Durante le cure Alessio riceveva la sua maglietta e il suo borsone, come tutti i compagni, e voleva essere informato sui risultati della squadra, dove giocava anche il fratello gemello.
«Il prossimo campionato sarà dedicato ad Alessio, ma pensiamo di dedicargli un quadrangolare: lui era e sarà la New Team Taranto». L'allenatore che aiuta i bambini di Taranto in difficoltà, parla del tema inquinamento e malattie, di impatto ambientale della grande industria, del cancro che porta via anche giovanissime vite, come quella di Alessio.
«Ho lavorato dieci anni nell'Ilva dei Riva, all'altoforno 5, e purtroppo siamo condannati: non vedo futuro, è un mostro che si sta mangiando anche i nostri bambini». Sgobba aveva dedicato un post su Facebook ad Alessio. «Con la tua forza in campo e fuori hai dato vita ad un grande progetto, non solo di calcio, ma di recupero di ragazzi di strada. Riposa in pace campione».
 
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Mercoledì 28 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento: 30-08-2019 19:41