Con il figlio in braccio aggredisce la compagna e prova ad accoltellarla: arrestato

Con il figlio in braccio aggredisce la compagna e prova ad accoltellarla: arrestato
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Sabato 3 Settembre 2022, 12:28 - Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 11:30

Ha picchiato la compagna e ha tentato di accoltellarla, nonostante avesse in braccio il figlio piccolo e nonostante in casa ci fossero già i poliziotti. Proprio gli agenti della questura di Taranto sono riusciti a bloccare il malintenzionato che è stato arrestato ed è finito in carcere. In cella è finito un tarantino di 45 anni che è stato arrestato dalla Polizia con le accuse di tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

L'intervento

I poliziotti della squadra Volante sono piombati nella casa della coppia dopo che alla centrale della questura era stata segnalata un'accesa lite in famiglia. Giunti sul posto, gli agenti hanno udito le urla di una donna e hanno individuato l'appartamento dei due conviventi. I poliziotti hanno trovato la porta aperta. All'interno c'era il 45enne, in evidente stato di agitazione, che si muoveva freneticamente nell’abitazione con in braccio il figlio. Nonostante la presenza della pattuglia l'uomo ha continuato a inveire contro la compagna, che  si era nascosta in un angolo del salone.

L'aggressione

Alla vista degli agenti l’uomo si è alterato ulteriormente ed ha urlato anche contro i poliziotti, minacciando di uccidere la convivente. Vani si sono rivelati i tentativi di calmarlo. Ad un certo punto, il 45enne, che continuava a tenere in braccio il bambino, ha prima colpito la compagna con uno schiaffo e poi si è scagliato contro di lei impugnando un coltello. Solo il tempestivo intervento dei poliziotti ha scongiurato il peggio. Il tarantino è stato disarmato e il piccolo è stato messo in salvo. Poco dopo per il 45enne si sono spalancate le porte del carcere.  

Il Questore di Taranto Massimo Gambino, considerati i fatti occorsi e valutato che il soggetto già annoverava a suo carico una precedente condanna per atti persecutori, ha ritenuto necessaria l’adozione urgente di un provvedimento di ammonimento ex art. 3 L.119/2003, anche in considerazione del fatto che le condotte criminose sopra descritte possano essere ulteriormente reiterate dall’uomo, ponendo in grave ed attuale pericolo l’integrità fisica e psichica della vittima.

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