Porto, accordo con il Banco di Napoli per sostenere le imprese nella Zes

Porto, accordo con il Banco di Napoli per sostenere le imprese nella Zes
La firma sull’accordo tra il Banco di Napoli e l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio in chiave Zes è arrivata ieri al termine di un convegno organizzato presso la Sala Convegni della Cittadella delle Imprese di Taranto. Le Zone economiche speciali previste dal Decreto Mezzogiorno rappresentano nuove opportunità di sviluppo economico per il territorio e Taranto, in attesa del decreto attuativo che il governo dovrebbe emanare ormai a giorni, come sostenuto dal ministro De Vincenti, guarda con fiducia al futuro del suo porto. 
Il Banco di Napoli ha già messo sul piatto un plafond di un miliardo e mezzo di euro per le Zes di Campania, Calabria, Basilicata e Puglia. Senza il Dpcm però è impossibile ancora definire le modalità di istituzione, la durata, i criteri che disciplinano l’accesso e le condizioni vantaggiose delle Zes. Intanto il direttore generale del Banco di Napoli Francesco Guido e il presidente dell’authority Sergio Prete hanno presentato l’intesa davanti al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, al presidente della Camera di Commercio di Taranto Luigi Sportelli, al presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo e ai soggetti che guardano con interesse a questa opportunità rappresentata dalla Zes. 
«L’accordo prevede lo stanziamento di un miliardo e mezzo per sostenere tutte le attività produttive che si insedieranno all’interno delle Zes», ha spiegato Guido. «Nello specifico - ha aggiunto - si tratta di un percorso agevolato affinché i crediti eventualmente vantati da alcune aziende, che saranno impegnate nelle attività logistiche del porto, nei confronti dell’Autorità portuale possano essere smobilizzati con maggiore velocità». L’intervento del Banco di Napoli, però, è «più ampio: non è soltanto di tipo finanziario - ha evidenziato - ma sosterremo gli imprenditori attraverso percorsi di formazione. Metteremo a disposizione le nostre competenze in materia di innovazione, per far crescere le aziende e utilizzare quindi le Zes come punto di snodo per aprirci sui mercati internazionali: è questa la grande esigenza del territorio meridionale». Secondo Guido «il beneficio fiscale non può essere l’unico elemento catalizzatore, ma l’auspicio è che attraverso le Zes possano fare un salto di qualità le produzioni tipiche del Sud, della Puglia. Il presupposto dello studio di Srm è che il 20% del traffico mondiale transita per il Mediterraneo, dove Taranto è forse il porto più importante per caratteristiche tecniche». Questo accordo, ha commentato Prete, «aumenta le potenzialità e l’appetibilità della Zes che si sta attivando nell’area ionica, affinché non solo le autorità pubbliche ma soprattutto le imprese possano essere affiancate da un punto di vista tecnico ed economico e quindi investire per lo sviluppo del territorio». In questa fase, ha poi concluso Prete, «stiamo facendo la mappatura di tutte quelle che possono essere le agevolazioni e i benefici per rendere attrattiva questa Zona economica speciale». 
 
Il sindaco Melucci è intervenuto per i saluti iniziali che hanno aperto i lavori. «Taranto rappresenta oggi quasi un terzo dell’esportazione pugliese nonostante la crisi e la flessione. In questo momento gli investitori guardano a Taranto con molto interesse». Il primo cittadino si è espresso, infine, sull’accordo siglato. «È molto positivo, ora vediamo come viene declinato in termini operativi. Il Comune vuole essere presente e dare il suo supporto a tutti gli interlocutori». 
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Mercoledì 29 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:33