A 97 anni positiva e asintomatica, con lei il marito di 100 anni: isolati in casa: «Se non li ucciderà il Covid, lo farà l'abbandono. Serve aiuto»

Giovedì 12 Novembre 2020 di Francesco CASULA

Ancora nessuna soluzione per Alvo e Valdivia, l'anziana coppia di Taranto che dopo la notizia della positività della donna al Covid, sono soli da ormai 48 ore. Nel pomeriggio di ieri, l'Asl di Taranto ha inviato due medici per sincerarsi delle loro condizioni: Alvo ha 100 anni, Valdivia 97 ed è asintomatica. I due, nonostante l'età stanno fortunatamente bene, ma è davvero complicato trovare una soluzione affinché possano ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno. Una delle tre badanti che li accudiscono per tutto l'arco delle 24 ore è risultata anche lei positiva, mentre le altre due sono in quarantena in attesa del risultato del tampone. In quarantena è anche Annamaria Severini, nuora della coppia e una dei pochi parenti in vita degli anziani: anche lei è chiusa in casa in attesa che l'Asl ionica comunichi il risultato del test molecolare. Ma anche in caso di esito negativo per lei, come per le badanti, la situazione cambierebbe poco: non possono andare a trovare i due anziani dato che Valdivia è positiva. E poiché l'anziana donna è asintomatica, nessuna struttura sanitaria può accoglierla. Nemmeno il 118 può prestare assistenza nella loro abitazione. I servizi sociali del Comune possono garantire un pasto al giorno, ma gli anziani necessitano di ben altra assistenza.
È stata Alessia Arnone, nipote degli anziani e figlia di Annamaria, a trascorrere il pomeriggio fuori dalla porta di casa dei nonni. «Rimanendo a distanza e usando tutte le precauzioni del caso - ha raccontato Alessia al Quotidiano - ho spiegato a mia nonna che non potevo entrare né avvicinarmi e che doveva avere pazienza perché stiamo cercando una soluzione». Nella mattinata di ieri, Annamaria aveva evidenziato che i due anziani «sono quasi ciechi e sordi, non possono camminare: da soli non possono nemmeno andare in bagno. C'è bisogno - ha chiarito - di garantire l'igiene, l'alimentazione. Come si fa? Lo Stato non può abbandonarci così» ha ripetuto disperata. Dalla sua abitazione, Annamaria ha contattato tutti: «i carabinieri, i servizi sociali, la protezione civile, il medico curante. Tutti. Ho chiamato tutti. Qualcuno dovrà aiutarci». Anche la stampa ha raccolto il loro appello e la notizia è circolata in fretta. E così, mentre Taranto si prepara a una sorta di lockdown soft che prevede la chiusura dei negozi e il divieto di utilizzare piazze e strade dopo una certa ora e nel fine settimana, i due anziani rischiano di continuare a restare soli.
«Volevo ringraziare l'Asl - ha aggiunto Alessia - per aver fatto arrivare i medici dell'Usca, l'unità speciale di continuità assistenziale, comprendendo che la situazione è molto delicata. Anche i due medici che sono arrivati sono stati davvero molto professionali e umani. Il problema, però, non è sanitario è sociale: i miei nonni hanno bisogno di assistenza per le pratiche quotidiane. Se succede qualcosa la colpa a chi la diamo? Io sono fiduciosa e confido che le istituzioni e i servizi sociali sapranno sostenerci». Questa mattina Alessia dovrà recarsi al lavoro e per i nonni sarà una giornata di solitudine. Per i parenti, invece, un'altra giornata di tremenda preoccupazione. «Abbiamo bisogno - ha detto la nuora - che qualcuno intervenga altrimenti se non li uccide il virus, li ucciderà l'abbandono».
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Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA