Finanziere e aguzzino: «Ti proteggo dalle minacce, ma pagami»

Finanziere e aguzzino: «Ti proteggo dalle minacce, ma pagami»
È stato condannato a 9 anni e sei mesi di reclusione l'ex maresciallo della Guardia di finanza Piero Stabile, arrestato per estorsione in flagranza di reato il 18 giugno 2015 dagli agenti della Squadra mobile, poco dopo aver ottenuto denaro da un commerciante del centro di Taranto.

È stato il giudice Patrizia Todisco a emettere ieri la sentenza infliggendo una pena addirittura più alta di quella richiesta dall'accusa. Il pubblico ministero Ida Perrone aveva infatti chiesto la condanna a 8 anni di carcere, ma il giudice ha chiuso il primo grado di giudizio con un esito più pesante. Il giudice inoltre ha disposto che sarà un processo civile a stabilire l'ammontare del risarcimento; intanto Stabile dovrà versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro in favore del commerciante che si è costituito parte civile nel processo.
Quel pomeriggio i poliziotti della sezione Anticrimine lo fermarono con in tasca ancora la busta con 5mila euro in contanti: denaro che il militare aveva chiesto alla vittima per «liberarlo» dalle intimidazioni che da tempo subiva. Il commerciante, infatti, in diverse occasioni era stato destinatario di una serie di attentati, dall'incendio dell'automobile fino ad altre intimidazioni. Una situazione che era in breve divenuta insostenibile e che lo aveva portato allo sfinimento.

Stabile, inizialmente, era apparso come il servitore dello Stato che lo avrebbe salvato, ma per farlo occorreva denaro: una richiesta evidentemente insolita che tuttavia il commerciante ha accettato pur di uscire da quell'inferno.
Le richieste di soldi, che il finanziere affermava di utilizzare per «calmare» i malviventi che lo avevano puntato, erano proseguite nel tempo. Il commerciante del centro di Taranto, quindi, decise infine di rivolgersi ai poliziotti. Il suo coraggio portò così gli agenti a preparare la trappola e quando il sottufficiale si presentò nel locale per riscuotere l'ennesima dazione di denaro, il commerciante lo consegnò senza protestare: Stabile dopo aver ricevuto il denaro si allontanò sotto lo sguardo vigile dei poliziotti che pochi metri dopo lo fermarono trovandolo in possesso della busta con all'interno i 5mila euro.

La condanna rimediata ieri si aggiunge a un'altra condanna di un anno e 6 mesi per stalking emessa nel giugno 2017 dal tribunale di Taranto e poi confermata dalla corte d'appello. Dopo l'arresto del 2015, infatti, Stabile era stato scarcerato in attesa di giudizio e aveva iniziato a perseguitare il commerciante al punto da causare in lui e nella sua consorte «un perdurante stato di ansia e di paura e da ingenerare un fondato timore per se e per la propria famiglia, nonché una modificazione delle proprie abitudini di vita».

Ma per l'ex sottufficiale pende dinanzi al tribunale ionico anche un terzo procedimento penale: ad aprile 2018, infatti, era stato nuovamente arrestato perché ritenuto il mandante di intimidazioni incendiarie ai danni del commerciante. In quest'ultima occasione nei guai sono finiti anche l'avvocato Massimiliano Cagnetta e i due pregiudicati Alduccio La Neve e Salvatore Stasolla: Secondo l'accusa Stabile, infatti, aveva commissionato a La Neve l'incendio del furgone utilizzato al lavoro dalla vittima e quest'ultimo aveva affidato il compito a Stasolla che in alcuni momenti aveva operato con l'aiuto dell'avvocato Cagnetta che gli avrebbe fatto da autista nelle spedizioni punitive. Per quest'ultimo procedimento Stabile ha scelto il rito abbreviato e la sentenza dovrebbe arrivare entro la fine dell'estate.
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Sabato 1 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:04