«Una strada intitolata ad Almirante? Scordatevelo, era un fascista»

Una strada di Monteiasi
Una strada di Monteiasi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 1 Luglio 2021, 05:00

Una strada intitolata a Giorgio Almirante? Nemmeno per idea. È scontro a Monteiasi tra amministrazione comunale da una parte, Partito Comunista Italiano e Rifondazione Comunista dall’altra.
Il casus belli è la delibera di giunta che annuncia l’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante, il “padre” del Msi.

La protesta

I due gruppi di sinistra tuonano contro il provvedimento: «Basta strade intitolate ai fascisti! Intervenga il prefetto. Mentre all’estero si tenta di chiudere con un passato infame, a Madrid vengono tolte e sostituite targhe dedicate a Franco e ad altri gerarchi franchisti, a Berlino avviene lo stesso per i nomi di personaggi legati al colonialismo africano, in Italia ci sono amministratori che tentano di dare legittimazione a quella stessa infame storia. Addirittura a Monteiasi la Giunta Comunale approva una delibera con la quale decide di intitolare una via a Giorgio Almirante. Durante il fascismo, Almirante fu giornalista di regime, storico caporedattore del “Tevere”, uno dei giornali più razzisti e antisemiti del regime tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, collaboratore dell’ancora più connotato “La Difesa della Razza”. Negli anni della guerra civile si distinse per la sua attività anti-partigiana e di collaborazione con il nazismo, accusa dalla quale cercò di difendersi – senza successo –nelle aule del tribunale nel corso degli anni 1970. La sua attività politica nel dopoguerra fu connotata nel senso della continuità di discorsi, temi e stile rispetto al fascismo».

Di qui l’iniziativa dei due partiti ideologicamente agli antipodi rispetto ad Almirante: «Non possiamo più assistere inermi al tentativo di capovolgere la storia del nostro Paese. Lo dobbiamo a quegli uomini che hanno combattuto dando la vita per restituire a noi la libertà. Per questo diciamo: stop all’intitolazione di strade ad esponenti politici con idee riconducibili al disciolto partito fascista o a persone che si sono esposte con idee antisemite e razziali. Si ricorda che l’articolo 12 delle disposizioni finali della Costituzione, vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista e che la legge 645/1952 sanziona chi svolge propaganda razzista o esalta esponenti, principi, fatti e metodi propri del partito fascista, denigrando la democrazia e i valori della Resistenza». 
Per questo Pci e Prc chiedono che «il prefetto di Taranto intervenga prontamente nei confronti del sindaco e della giunta di Monteiasi impedendo che il processo di intitolazione vada avanti in violazione dei principi costituzionali e di legge. Agli amministratori di Monteiasi ricordiamo, invece, che la Repubblica Italiana è nata dalla Resistenza e che quindi bene farebbero ad intitolare quella via del loro paese al “25 Aprile del 1945” invece che alla memoria di chi quei valori li ha avversati per tutta la sua vita».

© RIPRODUZIONE RISERVATA