Sorpresa, spariscono i dehors in città: «Tasse e sanzioni, mix letale»

I gazebo all’esterno dei locali che proliferavano in città pian piano vengono smontati lasciando libero il suolo: «La Tari retroattiva è stato un colpo durissimo per noi»

Sorpresa, spariscono i dehors in città: «Tasse e sanzioni, mix letale»
Sorpresa, spariscono i dehors in città: «Tasse e sanzioni, mix letale»
di Alessio PIGNATELLI
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 22 Maggio 2024, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 14:23

Quella che fino a qualche tempo fa era una vera e propria invasione adesso sembra ritirarsi in maniera repentina. Proprio su queste pagine negli scorsi mesi è stato analizzato il proliferarsi dei dehors. Ebbene, adesso Taranto sembra riappropriarsi di alcuni spazi. Un bene per molti residenti alle prese con gli stalli dei parcheggi sempre più carenti, un male per chi vuole godersi un caffè all’esterno con la bella stagione e soprattutto per gli stessi commercianti. Ma, al di là delle linee di pensiero, cosa sta succedendo? Perché all’esterno di molti locali in città - in diverse zone, dal borgo all’area di via Umbria a Italia Montegranaro - stanno scomparendo gazebo e similari? I problemi principali sono tre. Partiamo, probabilmente, dal più spinoso: la Tari.

I problemi

È successo che la quasi totalità dei commercianti si è trovata spiazzata dinanzi a dei controlli a tappeto di qualche mese fa: ai fini della Tari, infatti, bisognava denunciare anche gli spazi occupati dai gazebo. Durante la pandemia, come si ricorderà, tanti hanno utilizzato maggiormente gli spazi esterni per poter tenere aperte le proprie attività nel periodo in cui vi erano tantissime misure da rispettare, come le distanze, per evitare un’ulteriore diffusione del virus. Aumentando i metri cubi, la tassa parallelamente sarebbe aumentata. Solo pochissimi esercenti però hanno fatto questo calcolo, tutti gli altri no. E dai controlli successivi, sono state inviate cartelle esattoriali dal Comune che partono da 800 euro e arrivano ad alcune svariate migliaia di euro.

«Un problema enorme - osserva Paolo Barivelo, presidente della categoria Fipe Bar di Confcommercio - purtroppo molti colleghi sono incappati in questa criticità. Ovviamente, la legge non ammette ignoranza ma abbiamo subito sanzioni retroattive di cinque anni e per ogni anno una mora del 30 percento in più. Si può ben capire che una sanzione del genere è devastante per il piccolo bar. C’è un confronto col Comune, in questi incontri abbiamo chiesto di venirci incontro ma siamo in attesa di capire l’evoluzione». La richiesta mira ad ottenere essenzialmente un ridimensionamento delle sanzioni, poiché la mancata denuncia degli spazi esterni ai fini Tari è stata prodotta esclusivamente dall’ignoranza di tale obbligo anche perché i dehors sono regolarmente autorizzati, e per gli stessi viene già corrisposto il relativo tributo Tosap. Ovviamente, la legge non ammette ignoranza ma si cerca un modo almeno per allungare i tempi di rateizzazione e la riduzione dei tassi di interesse praticati.

Seconda criticità: diversi titolari di pubblici esercizi sono stati costretti a smontare i gazebo - quelli con le spalle più larghe hanno potuto poi rimontarlo, ma la spesa di queste operazioni si può aggirare anche intorno ai 40mila euro - poiché non erano esattamente conformi al regolamento comunale. «In questo caso - prosegue Barivelo - ci sono stati ulteriori e rigidi controlli per stabilire se queste strutture rispettavano alcuni parametri, come per esempio la distanza o l’altezza. Se non si è in regola, bisogna smontare e rimontare. E questo comporta un costo enorme. Ho ricevuto tante telefonate di colleghi che poi hanno rinunciato a rimontare il dehor per una questione economica».

Infine, c’è il terzo fattore. E si lega ancora una volta al periodo del Covid. Difatti, in quel periodo, ci furono delle agevolazioni limitate nel tempo a chi voleva aumentare gli spazi esterni. Proprio per venire incontro alle restrizioni fu garantito per un periodo il suolo pubblico gratuito per i dehors in tutta Italia. La pandemia, poi, è diventata fortunatamente un ricordo lontano e però quegli allargamenti hanno impattato sui costi degli esercenti. In alcuni casi, quindi, i maxi gazebo sono diventati costi insopportabili e si è deciso di rimuoverli.

Questo il quadro generale alla base di questi nuovi cambiamenti nell'aspetto della città.

Per il sollievo parziale di chi trova più posti per parcheggiare nelle zone ingolfate del centro o della zona intorno al tribunale. E per la delusione di chi quegli spazi vuole sfruttarli per fare economia o, semplicemente, per godersi una consumazione all'aria aperta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA