Sit-in al Mise contro Mittal e il licenziamento per un post social. Accanto a Cristello, ecco Izzo e Tognazzi: appello a Lucia Morselli, «ci ripensi»

Mercoledì 21 Aprile 2021
Sit-in al Mise per protestare contro Mittal e il licenziamento per un post social. Tognazzi: «Ci saremo anche noi: è c ome se ci volessero togliere la libertà di pensare»

Al sit-in in corso a Roma organizzato da Usb per protestare contro il licenziamento di Riccardo Cristello da parte di ArcelorMittal, ci sono stati come promesso anche Simona Izzo e Ricky Tognazzi. «Simona, io e una parte del cast di "Svegliati amore mio", saremo con gli operai giovedì 22 aprile dalle 11 davanti al Mise al presidio in difesa del posto di lavoro di Riccardo Cristello, un padre di famiglia di due figli, licenziato per un post. Spero che Giorgetti ci dia udienza e l'opportunità di parlare» aveva anticipato Tognazzi. E, come si vede in foto, eccoli in presidio.

 

L'appello di Simona Izzo

 

Nel corso del sit-in davanti, Simona Izzo ha lanciato un appello all'Ad dell'azienda Lucia Morselli: «Io penso che una donna e una madre - ha affermato Izzo - forse con più attenzione e senso di giustizia deve ripensare a questa storia. La prego, ci pensi. Non è successo niente e lei ha in mano il destino di tante persone che hanno figli, tante famiglie. Dia un esempio: restituisca questo posto a Riccardo». Al sit-in partecipa anche l'altro regista della fiction».

 

Il licenziamento per un post

 

Il presidio a Roma è stato indetto dal sindacato Usb per protestare contro il licenziamento, avvenuto nei giorni scorsi da parte dell’azienda, del dipendente Riccardo Cristello, tecnico del controllo costi. Questi, dopo una sospensione dal lavoro di 5 giorni con divieto di accesso in stabilimento, è stato licenziato da ArcelorMittal.

La società ha ritenuto offensivo e denigratorio verso l’azienda e i suoi dirigenti un post che lo stesso lavoratore ha messo sulla propria bacheca social, relativo alla fiction di Canale 5 "Svegliati amore mio". Il dipendente ha invece dichiarato di non aver offeso l’azienda ma di aver solo condiviso, sul proprio profilo personale, un post che invitava a vedere la fiction che narra di un’acciaieria che inquina e di una bambina ammalata.

Storia che presenta molte analogie col caso Taranto anche se nella fiction non ci sono riferimenti nè a Taranto, né ad ArcelorMittal. L’azienda ha manifestato “la propria disponibilità a un confronto analogo a quello avuto recentemente con altro dipendente”, per il quale, “a fronte della presentazione di adeguate scuse”, si è deciso di revocare il licenziamento. Al momento, però, tutto è congelato.

 

«Licenziamento inquietante»

 

«L'unico pericolo è che si guardi il dito e non la luna - spiega il regista Tognazzi - Certo è un dito ferito, o amputato come come quello che aveva l'operaio interpretato da Gian Maria Volonte in Anche la classe operaia va in paradiso. Noi attraverso la fiction volevamo puntare l'attenzione sulle condizioni di un sistema che sta martoriando il Paese, non solo Taranto. L'Italia è piena di acciaierie, poli petrolchmici e di situazioni a rischio, basti vedere anche il caso di Cremona».

Il licenziamento di Cristello «è inquietante - commenta - è come se ci volessero togliere la libertà di pensare, violano la libertà d'espressione e i diritti costituzionali». Il Ministro Franceschini «cancella la censura cinematografica e nel contempo un dipendente viene licenziato per un concetto un'idea... manco vivessimo nella vecchia Urss».

 

Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 16:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA