Si allarga il focolaio dell'azienda ortofrutticola. Allarme nel Tarantino

Venerdì 11 Settembre 2020 di Vincenzo DAMIANI Nazareno DINOI
In 72 ore sono stati eseguiti 412 tamponi e sono almeno 108 i positivi, ma il numero è destinato a salire. Il focolaio generato dall'azienda di ortofrutta Sop di Polignano assume, con il passare delle ore, dimensioni sempre più importanti e preoccupa tre province, Taranto, Bari e Brindisi.

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La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta che è alle battute iniziali, ieri c'è stata una ispezione congiunta tra azienda, operatori Spesal e personale Sian (competente nella sicurezza dei prodotti alimentari) per verificare il rispetto delle norme anti contagio. Parallelamente prosegue lo screening di massa svolto dalle Asl, l'attività sta riguardano non solo i dipendenti della azienda, ma l'intera comunità di Polignano e degli altri comuni coinvolti, circa una ventina. A supporto delle Asl è intervenuta anche la Protezione civile, da oggi saranno attive tre unità dedicate alla trasmissione dei dati, a sostegno di medici e assistenti sanitari.

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Sono stati dislocati a Polignano gli ambulatori Covid free e una nuova postazione di drive through per fare tamponi in auto. Ieri, inoltre, a Polignano sono stati raddoppiati i presidi per i test con l'installazione di un container attrezzato ad ambulatorio al quale possono accedere soltanto i contatti stretti dei dipendenti dell'azienda interessata dai contagi. Per dare sostegno agli operatori impegnati nella esecuzione dei test, è stato trasferito anche personale infermieristico dall'ospedale di Monopoli. Le procedure di sorveglianza epidemiologica proseguono senza sosta e si allargheranno anche al personale impegnato all'esterno dello stabilimento nella attività di raccolta. «L'Asl Bari ha condiviso con i dipartimenti di Prevenzione delle aziende sanitarie di Brindisi e Taranto metodi e modalità di intervento per proseguire in sinergia il controllo epidemiologico sui casi dei dipendenti e dei loro contatti famigliari residenti nelle due province», spiegano dall'azienda sanitaria. Il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, ieri mattina ha effettuato un sopralluogo nell'area allestita dalla Protezione civile a Polignano. Ma non mancano le polemiche: «Vorrei esprimere la mia solidarietà a tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che attendono ancora di conoscere l'esito del tampone da lunedì. È una situazione inaccettabile sotto tutti i punti di vista», si è sfogato il sindaco di Polignano a Mare, Domenico Vitto, presidente Anci Puglia. Vitto denuncia presunti ritardi nell'esito dei tamponi.
Mercati sospesi e divieto di frequentare luoghi affollati. Sono alcuni effetti della diffusione del coronavirus in provincia di Taranto. Due focolai attivi (un terzo, nella grande industria, sembra essere scongiurato): quello della Rsa Villa Genusia di Ginosa e l'altra fonte di contagio scoppiata nell'azienda ortofrutticola di Polignano a Mare dove lavorano più di trecento residenti nei comuni del versante orientale della provincia di Taranto.

A San Marzano, le autorità esprimono forte preoccupazione per il caso di una dei sette dipendenti della Sop contagiati che prima di essere sottoposta a test ha partecipato ad una festa di compleanno. Per questo il sindaco Giuseppe Tarantino ha lanciato un appello sui social invitando le persone che hanno avuto contato con lei a rispettare un periodo di auto isolamento. «Non potendo per ovvie ragioni rivelare il nome dell'interessata, ho ritenuto utile fare quell'appello confidando sul fatto che nella nostra piccola comunità i nomi già circolano da giorni», spiega il primo cittadino che ieri ha firmato un'ordinanza con delle restrizioni. Le misure comprendono la sospensione del mercato settimanale che era previsto per oggi e l'invito «a non frequentare luoghi pubblici o privati con alta concentrazione di persone». L'ordinanza prevede inoltre l'obbligo dell'uso di mascherine anche nei luoghi all'aperto di maggiore frequentazione di pubblico. I primi test saranno fatti su 350 potenziali infetti a cui si sommeranno i congiunti e i contatti stretti di chi risulterà positivo.
Sarebbe stato circoscritto, invece, un terzo possibile focolaio che avrebbe interessato l'ex Ilva di Taranto sinora toccata solo marginalmente dal virus. L'allarme era partito dalla notizia di un lavoratore non residente in Puglia dipendente di una ditta esterna ad ArcelorMittal risultato positivo dopo aver lavorato per soli tre giorni nello stabilimento. Seguendo la catena dei contagi, gli specialisti del Dipartimento di prevenzione hanno individuato altri 14 operai che avevano avuto contatti con il trasfertista tutti sottoposti a tampone. Dodici sono già risultati negativi e sugli atri due si attende l'esito del primo tampone. Il direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Asl tarantina, Michele Conversano, non si fa cogliere impreparato dall'emergenza focolai. «Ce lo aspettavamo ma non siamo stati colti impreparati». «Si può tranquillizzare la popolazione di Taranto e provincia perché vengono monitorati tutti i possibili focolai, rintracciando i contatti stretti dei casi positivi, predisponendone l'isolamento domiciliare fiduciario e l'esecuzione del tampone naso-faringeo».
Ieri nonostante il numero di test sia arrivato a quasi 4mila in Puglia, in aumento rispetto a mercoledì, è diminuito il numero di nuovi positivi: sono stati 70 su 3916 tamponi. Dei 70 positivi, 32 sono stati riscontrati in provincia di Bari; 1 in provincia di Brindisi; 5 nella provincia Bat, 13 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 17 in provincia di Taranto, 1 fuori regione. Sono stati registrati 3 decessi: 2 in provincia di Bari, 1 in provincia di Taranto. Sono 4.169 i pazienti guariti (+11 rispetto a mercoledì) e 1.470 (+ 56) i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid dall'inizio dell'emergenza è di 6.209.
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