Sfruttava cinque lavoratori: manette a caporale rumeno

Giovedì 11 Luglio 2019 di Lucia J.IAIA
Non arretra di un millimetro la task force istituita dal comando provinciale carabinieri di Taranto. Ed ecco che, infatti, quasi quotidianamente porta a compimento operazioni di contrasto al caporalato. Nella rete dei militari questa volta, è finito un 30enne rumeno, residente nel comune di Ginosa.

I carabinieri delle stazioni di marina di Ginosa, Grottaglie, Crispiano, Castellaneta e del nucleo ispettorato del lavoro di Taranto sono entrati in azione ieri in un terreno della zona dove l'uomo stava impiegando cinque lavoratori extracomunitari per la raccolta delle angurie. L'attività dei militari, poi, ha facilmente svelato l'ormai noto quadro in cui i contratti e le più elementari regole di rispetto della salute e della sicurezza sul lavoro sono del tutto assenti o quasi.

Così, colto in flagranza dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il 30enne è stato arrestato e condotto nel carcere di Taranto.
Secondo l'accusa, l'uomo, rivestendo il ruolo di caporale, aveva adescato i cinque stranieri che, come spesso accade in questi casi, erano sottoposti a condizioni di sfruttamento e recepivano retribuzioni da fame. Anche il proprietario del terreno in questione è finito nei guai. Tra l'altro, già multato in passato per reati simili, l'uomo è stato deferito in stato di libertà alla procura della Repubblica.

Su di lui, pende ora la pesante accusa di utilizzatore della manodopera clandestina.
Dalla serie di accertamenti investigativi svolti, è emerso anche che i braccianti dimoravano in un immobile rurale che il proprietario del terreno aveva messo a disposizione del caporale. Naturalmente, tutto è stato sottoposto a sequestro, compreso il furgoncino utilizzato per trasportare i lavoratori da un terreno all'altro.

Infine, al termine dell'attività investigativa, è scattata una sanzione per oltre 50mila euro nei confronti del datore di lavoro, oltre alla sospensione dell'intera attività imprenditoriale.
Resta dunque, sempre molto intenso l'impegno delle forze dell'ordine nel cercare di frenare o quantomeno arginare il problema del caporalato in questo versante della provincia. Lo dimostrano le ultime operazioni con gli ennesimi arresti.
Solo qualche giorno fa, un 45enne di Palagiano, un 45 maliano ed un 30enne ivoriano sono finiti agli arresti domiciliari, oltre a salatissime multe a carico a del datore di lavoro per oltre 100mila euro.

Le azioni di controllo e repressione stanno, pian piano, facendo emergere il problema, in tutta la sua urgenza e gravità. Anche nella vicina Maruggio, all'inizio di luglio, un 47enne di Sava, un 40enne marocchino domiciliato a Maruggio, un 24enne rumeno sono stati arrestati. Ed in effetti, basta pensare che dal primo giugno scorso ad oggi, sono già stati eseguiti 14 arresti, 4 denunce in stato di libertà, sanzioni amministrative per circa 270mila euro, ammende per circa 230mila euro e sequestro di beni per circa 65mila euro.
Numeri questi che parlano chiaro e restituiscono l'immagine di una situazione che, senza dubbio, deve essere affrontata. © RIPRODUZIONE RISERVATA