Settimana Santa a Taranto, in arrivo la decisione finale sui Riti “open”: sale la fiducia

Settimana Santa a Taranto, in arrivo la decisione finale sui Riti “open”: sale la fiducia
di Domenico PALMIOTTI
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Mercoledì 16 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:18

«L’aria è buona». Alla vigilia della riunione di questa mattina della Conferenza episcopale pugliese (Cep) chiamata a decidere sugli imminenti Riti della Settimana Santa dopo due anni di blocco causa Covid, l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, riassume così a Quotidiano le ore dell’attesa. Subito dopo i lavori della Cep, il cui presidente è il vescovo di Otranto, Donato Negro, verrà diffuso un comunicato sulla decisione dei vescovi di Puglia. Salvo sorprese, tutto lascia intendere che su Riti e processioni sarà accesa la luce verde. Sia perché il 31 marzo termina lo stato di emergenza, sia perché già altre Conferenze episcopali, come la Campania e la Sicilia - ricorda lo stesso Santoro -, già si sono favorevolmente espresse.

Certo, ci sarà da armonizzare il tutto con le regole di transizione che il Governo si accinge a varare per il periodo che si apre dopo marzo, ma non dovrebbero esserci ostacoli.

Un appuntamento sentitissimo

D’altra parte, è già cominciata da qualche settimana una graduale marcia di avvicinamento verso il ritorno dei Riti che a Taranto vivono di tre momenti fondamentali e partecipatissimi: il pellegrinaggio delle “poste” dei perdoni ai Sepolcri della città vecchia e nuova dalle 15 del Giovedì Santo sino alla tarda serata, la processione dell’Addolorata alle 24 del Giovedì Santo da San Domenico e l’uscita dei Misteri alle 17 del Venerdì Santo dal Carmine. Marcia di avvicinamento che non è alimentata solo dai post che sempre più frequentemente compaiono sui vari profili social, tematici e privati. Post che danno proprio il segno dell’attesa fiduciosa e della volontà dei confratelli di tornare nelle strade.

Nel messaggio alla Diocesi per la Quaresima, l’arcivescovo Santoro così ha scritto sul punto: «Mi auguro che la prossima Settimana Santa sia vissuta in tutta la sua bellezza che nella città e in ogni paese della nostra diocesi si possano vivere i Riti che così caratterizzano il nostro popolo. Per questo nel nostro incontro con i fratelli vescovi di Puglia di metà mese, rifletteremo per prendere una decisione comune perché, rispettando le indicazioni sanitarie dello Stato, camminiamo insieme con quell’afflato di una fede fortemente identitaria che così tanto corrobora la nostra amata terra».

Sale l'ottimismo

E di ottimismo e fiducia in attesa della decisione ha parlato, a margine della prima Via Crucis del 2022, anche il priore dell’arciconfraternita del Carmine, Antonello Papalia. Più chiaro e netto è poi stato il parroco del Carmine, monsignor Marco Gerardo. «Siamo fiduciosi che le processioni si possano fare. Non vediamo al momento nessun ostacolo se l’emergenza finisce. A meno che non vi sia un pregiudizio verso le processioni ma questo non lo pensiamo, né vogliamo pensarlo».

Riferendosi poi ai due anni di stop forzato, don Marco ha detto così la sera del 6 marzo: «Abbiamo trovato delle forme sostitutive di pietà popolare per tutto il tempo in cui sono state proibite le manifestazioni pubbliche di fede come le processioni, prima dall’autorità civile ed ecclesiastica assieme, poi dalla sola autorità ecclesiastica. Abbiamo potuto far fronte all’ordinario della vita e a queste forme sostitutive perché molte persone hanno generosamente donato alla Confraternita, anche le risorse economiche» ha proseguito monsignor Gerardo riferendosi alle iniziative, soprattutto di solidarietà - il Carmine da molti anni ha una mensa per i poveri -, che sono comunque andate avanti malgrado la pandemia.

«Due anni senza processione dei Misteri - ha evidenziato il padre spirituale - vuol dire per le confraternite due anni senza introiti. Eppure abbiamo fatto l’ordinario e anche di più. Un’amministrazione oculata e attenta della confraternita, in questi ultimi dieci anni, ha infatti creato un salvadanaio che ci ha permesso di andare avanti». Dunque, mancano ormai poche ore. L’attesa, che sicuramente coinvolge un larghissimo strato di città e non solo le confraternite, sta per finire. Dopodiché, se il semaforo si illuminerà di verde, ci sarà la necessità di accelerare la macchina organizzativa perché Taranto possa rivivere i suoi Riti nel migliore dei modi.

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