Sanità, file al pronto soccorso e liste d'attesa: il Comune chiede soluzioni per l'emergenza

Il consiglio comunale di ieri
Il consiglio comunale di ieri
di Nicola SAMMALI
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Martedì 29 Novembre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 07:07

Operazione verità. Nella seduta straordinaria e monotematica della massima assise comunale, che si è tenuta ieri sul tema della Sanità a Taranto, è stato il direttore generale dell’Asl Gregorio Colacicco (accompagnato dai dirigenti dell’Azienda sanitaria locale) ad affrontare quei punti di criticità per i quali undici consiglieri di minoranza avevano chiesto la presenza anche del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dell’assessore Rocco Palese (entrambi assenti, hanno dato disponibilità per un incontro a Bari).

Il documento

Al termine dei lavori è stato approvato, con la sola astensione del consigliere Vietri, un ordine del giorno in cui si chiede al sindaco Rinaldo Melucci un impegno «fattivo ed immediato» sul «rafforzamento della medicina del territorio, individuando, inoltre, l’uso corretto delle prescrizioni; il coinvolgimento della Sanità privata per la gestione dei codici bianchi e verdi; l’interlocuzione con i soggetti preposti, affinché la ripartizione delle risorse segua il criterio dei livelli essenziali d’assistenza, anziché quello della spesa storica, tramite il ricorso alla sanità privata, anche ai fini dell’aumento dei posti letto». 
Si sollecitano, inoltre, «un concorso straordinario per l’assunzione di personale medico e paramedico per l’Asl di Taranto; corsie preferenziali in riferimento alle liste di attesa per gli utenti con codice di esenzione 048 e, in particolare, per il servizio di analisi cliniche; incentivi al personale medico che opera nei Pronto Soccorso, per attenuare gli effetti della carenza di organico; soluzioni per l’aumento di presidi di Pronto Soccorso del territorio come ad esempio il Moscati; soluzioni per la riapertura delle osservazioni brevi del Presidio SS. Annunziata». 
Infine, l’ordine del giorno prevede di «rivedere la programmazione finanziaria del San Cataldo, al fine di garantirne la totale operatività, anche dal punto di vista tecnologico, ed assicurare il regolare funzionamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia attraverso la certezza di assegnazione delle cattedre». 

Le soluzioni allo studio


Una delle soluzioni avanzate dal direttore Colacicco per decongestionare il Pronto Soccorso di Taranto sarebbe «una maggiore disponibilità da parte delle case di cura per l’accettazione dei pazienti con codici e traumi minori», che «può rappresentare una grande opportunità, anche per ridurre la mobilità passiva». Le strutture private accreditate, infatti, rappresentano «il 50% del ventaglio dell’offerta di posti», ha ricordato Colacicco, «ma la loro attività è limitata da tetti di spesa che riducono del 50% la loro operatività e disponibilità. Coinvolgiamo i medici di Medicina Generale, che già erogano prestazioni h12 e fino al sabato: per aumentare il numero di Cpt occorrono risorse aggiuntive. Questo modello va sviluppato su tutto il territorio». 


Il problema resta «la mancanza di medici: l’unica possibilità in deroga che abbiamo avuto è coinvolgere i medici dei reparti su base volontaria a coprire i turni al Pronto Soccorso». 
Il sovraffollamento del Pronto Soccorso è dovuto all’85% da codici bianchi e verdi: come ha spiegato Mario Balzanelli, l’idea è di utilizzare le postazioni medicalizzate fisse del 118 presenti al Moscati, a Massafra e Grottaglie per gestire e valutare i codici verdi. Questo permetterebbe di decongestionare il Pronto Soccorso di undicimila pazienti in media all’anno. 

Il nuovo ospedale


L’ospedale San Cataldo, invece, «sta andando avanti - ha precisato poi Colacicco -: abbiamo avuto qualche difficoltà rispetto alle coperture finanziarie per fare le gare di acquisto delle apparecchiature. Se non ci sono le risorse corriamo il rischio di bloccare le gare. Siamo già a 37 milioni di gare». Il sindaco Melucci (assente per impegni istituzionali) ha ribadito però che «siamo già al lavoro sulle soluzioni» e che c’è «ampia condivisione con i sindaci e la Regione». 
La situazione della Sanità nel capoluogo ionico è delicata. «Sebbene sia autorità sanitaria cittadina limitatamente alle prerogative legate all’urgenza e alla contingibilità delle questioni - ha evidenziato -, ho avviato un costante confronto con i vertici dell’Asl di Taranto, non ultima la riunione tenuta la settimana scorsa con il direttore generale Gregorio Colacicco e le strutture apicali dell’azienda. Abbiamo un quadro dettagliato, quindi, che richiede un impegno comune e privo di qualsiasi interesse politico. Per questo, contestualmente, sono in contatto con il dipartimento Salute della Regione Puglia affinché le soluzioni che abbiamo individuato insieme qui, sul territorio, possano essere tradotte in provvedimenti concreti nello spirito della più ampia condivisione». 

Le dichiarazioni dei politici


Ma proprio sull’assenza del sindaco e del presidente Emiliano, sono intervenuti alcuni esponenti della minoranza. «Purtroppo, il presidente Emiliano è in altre faccende affaccendato, dimostrando con la sua assenza di aver derubricato la sanità tarantina a questione di secondo piano», ha commentato il consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia. 
«Nel complesso periodo che stiamo vivendo occorre per prima cosa un bagno di umiltà da parte di tutti, in primis da parte della Regione Puglia e del suo Presidente Emiliano, oggi inspiegabilmente non rappresentati», ha denunciato il consigliere Cosimo Festinante (Gruppo Misto). «La situazione nella Asl di Taranto è pesante - ha concluso - e, nonostante l’impegno straordinario di medici e personale sanitario, ogni giorno vengono denunciate situazioni molto critiche». 

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