Sanità, emergenza personale: i sindacati chiedono assunzioni e giusti salari

Sanità, emergenza personale: i sindacati chiedono assunzioni e giusti salari
di Nicola SAMMALI
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Giovedì 28 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:19

Assunzioni straordinarie, revisione dei modelli organizzativi, giusto riconoscimento economico al personale e interventi legislativi mirati a risolvere l’imbuto che frena l’accesso dei medici alle scuole di specializzazione. Sono queste alcune delle proposte emerse al primo tavolo tecnico con Cgil, Cisl e Uil e Asl di Taranto per affrontare e tentare di superare la grave emergenza ospedaliera dovuta alla carenza di organico e alle criticità del pronto soccorso del Santissima Annunziata.

Saranno parte integrante di un documento congiunto che l’Asl e le organizzazioni sindacali sottoscriveranno e che sarà portato all’attenzione del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Le ripetute aggressioni in corsia e la recente morte di Giovanni Buccoliero, dirigente medico del presidio sanitario di Manduria stroncato da un infarto dopo 24 ore di lavoro, non ammettono più ritardi.

Il sit-in di ieri

L’incontro di ieri è arrivato a margine del sit-in di protesta organizzato dalla Cgil sotto la sede Asl in viale Virgilio. Cresce la preoccupazione per la tenuta sociale e la sicurezza degli operatori, sempre più sotto stress. Gli utenti, poi, sono costretti a interminabili ore di attesa. «La grave carenza di personale è frutto di scelte politiche sbagliate che rinvengono da una programmazione nazionale scellerata e votata ad operare tagli lineari sul fabbisogno di personale nel Servizio Sanitario Nazionale», denunciano in una nota Emiliano Messina (segretario generale Uil Fpl) e Cosimo Lodeserto e Nicola Amati (segreteria Uil Fpl Medici).

«Oggi paghiamo un tributo pesante che si riverbera inevitabilmente sulle Aziende sanitarie e su chi come le Direzioni Generali, sono chiamate a gestire una “macchina senza carburante”». La carenza di medici specialisti è un problema su cui «è necessario un intervento del legislatore nazionale e regionale». I medici dei pronto soccorso, infatti, devono essere in possesso di una specifica specializzazione per poter essere assunti nelle Aziende sanitarie: l’assenza di questo requisito «fa sì che i pronto soccorso siano oggi in ginocchio e tutti i concorsi banditi dalla Asl Taranto vadano deserti». A questo si aggiungono «i veti assunzionali del ministero dell’Economia, essendo la Regione Puglia ancora all’interno del Piano di rientro».

La soluzione, dicono, «non può che essere trovata con un intervento straordinario del governo nazionale e regionale a favore della sanità nonché di rivisitazione dei modelli organizzativi che deve garantire omogenei livelli e qualità delle prestazioni sanitarie».

Le proposte all'Asl

I dati riportati dal segretario generale della Cgil di Taranto Paolo Peluso fotografano il disagio: «Abbiamo registrato una carenza pesante di organici sia nei pronto soccorso, dove siamo a un terzo dei medici in servizio rispetto a quelli di cui ci sarebbe bisogno; sia nei reparti, dove siamo al 50%. Vanno attuate delle misure attenuative: tra queste, come proposto dall’Asl di Taranto, c’è quella di potenziare il servizio di prima accoglienza al Santissima Annunziata, e c’è l’idea di portare l’ospedale di Manduria a ospedale di primo livello, se la Regione accetterà la proposta, abbinandolo all’ospedale di Francavilla, per avere una maggiore offerta di cure. Vogliamo risposte a breve, per cominciare a vedere a settembre i primi effetti, altrimenti torneremo a protestare in maniera più determinata», sostiene Peluso.

Maria Teresa Coppola, coordinatrice provinciale della Fp Cgil Medici e dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale, è tranciante: «La condizione è intollerabile: siamo tutti costretti a doppi turni, siamo impossibilitati ad andare in ferie per un periodo continuativo. Ci sono troppe notti in sedute aggiuntive. Se ci consentiamo questi diritti non c’è più nessuno che vive i luoghi della Sanità. Abbiamo una fuga di medici verso il privato o all’estero: più di mille medici vanno fuori ogni anno, non per le migliori condizioni economiche ma per le migliori condizioni di lavoro».

Infine, da registrare la posizione della Cisl Puglia che chiede misure urgenti per evitare altre morti di medici in corsia, come il caso di Manduria. «Dobbiamo agire rapidamente per evitare il tracollo dei Pronto Soccorso, tutelando medici e pazienti. La politica non ha fatto nulla per prevenire una crisi annunciata. Il problema estivo dei Pronto Soccorso io lo vivo dal mio primo incarico al Di Venere di Bari nel 1987», tuona Vincenzo Piccialli della segreteria generale Cisl Medici Puglia. Tra le soluzioni immediate che Cisl Medici Puglia propone ci sono il ripristino delle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale), l’opportunità di incentivare i medici ad andare nei Pronto soccorso, sollevandoli anche da alcune responsabilità, stipulando contratti assicurativi specifici, l’aumento della sicurezza e incentivazioni economiche, «un problema secondario rispetto ad altri già enunciati, ma che sosterrebbe il duro lavoro dei medici».

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