Rifiuti e degrado nell'area del Mar Piccolo di Taranto: la denuncia

Rifiuti e degrado nell'area del Mar Piccolo di Taranto: la denuncia
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Lunedì 26 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:07

La segnalazione si chiude testualmente così: «Un cittadino molto arrabbiato». E ha ragione da vendere Gianluca che accompagna la sua mail alla nostra redazione con un corredo fotografico da brividi che ritrae uno degli scorci più suggestivi di Taranto: il Mar Piccolo. Un paesaggio offeso da rifiuti, abusivismo, degrado. Tante immagini che purtroppo colpiscono nel segno come le sue parole: «Un disastro sotto gli occhi di tutti».

Quella laguna formata da due seni dove sfociano brevi corsi d’acqua come il fiume Galeso decantato da Orazio e Marziale è purtroppo devastato dall’incuria. Il rifugio di numerose specie di uccelli acquatici, l’elevata biodiversità grazie alle sorgenti sottomarine di acqua fredda, i cosiddetti citri, sono “sporcati” da scene di ordinaria follia. E no, questa volta non c’entra nulla la grande industria o l’Arsenale militare.

 

La denuncia

«Si pensi ad un gruppo di turisti che passa dalle parti del Mar Piccolo - osserva Gianluca - Davanti ai suoi occhi si dipana uno spettacolo unico, se non fosse per l’enorme quantità di rifiuti, container abusivi, moli abusivi, cementificazione abusiva, persino santuari abusivi e pseudo capanni di mitilicoltori che si godono la zona come se fosse loro». E gli scatti fotografici confermano quanto già denunciato negli anni documentando meglio lo stato pietoso in cui versa questa zona.

Insomma, al di là delle bonifiche legate al Contratto istituzionale di Sviluppo per Taranto, sono quel minimo di civiltà e buon senso a mancare completamente. E anche i controlli, denuncia il cittadino: «Comune, Provincia, Questura, Prefetto: non pervenuti. Nessuno che controlla o che interviene. Eppure il disastro è sotto gli occhi di tutti. La zona giace così, in tutto il suo stato comatoso. Se provi ad avventurarti tra i sentieri che portano al mare, scopri un mondo di degrado, triste come un sacco di immondizie in mezzo ad un mare caraibico, selvaggio come una terra di nessuno. Non saremo mai destinazione turistica. Semplicemente perché siamo fermi al Medioevo, anzitutto nella testa. E nonostante gli sforzi di qualcuno, Taranto è ancora città da terzo mondo. Di fatto, ogni giorno fa un passo indietro». Virgilio pare che proprio su queste sponde abbia composto le “Egloghe” e Orazio Flacco tesseva le lodi del Galeso e di quel paesaggio del Mar Piccolo augurandosi di tornarci nei suoi ultimi giorni. Chissà adesso cosa penserebbero.

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