Riconversione dello stabilimento: dopo Motion si cercano nuovi investitori per Albini di Mottola

L'attività di Albini a Mottola è ferma
L'attività di Albini a Mottola è ferma
di Domenico PALMIOTTI
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Mercoledì 28 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:10

È scomparsa dai radar Motion Italia, l’azienda che si era impegnata all'investimento per reindustrializzare lo stabilimento di Mottola dopo l’uscita di Albini.

Si allontana ulteriormente, per lo stabilimento in provincia di Taranto, la possibilità di riconvertire la produzione di tessuto per camiceria (che peraltro non avviene più da mesi) con la fabbricazione di dispositivi elettrici e meccanici per la regolazione della seduta di poltrone e divani, assorbendo tutta la manodopera e programmando un’estensione dell’attività.

La lettera e l'incontro

Dopo la lettera di fine agosto in cui annunciava a Regione Puglia e ad Albini che, almeno a fine anno, soprassedeva al progetto di Mottola a causa della crisi internazionale e dell’aggravio di costi, Motion non ha più fornito notizie di se. E così l’incontro di ieri a Bari, alla task force occupazione della Regione, tra sindacati, Albini e Vertus (l’azienda che Albini ha incaricato per trovare nuovi imprenditori disposti a subentrare a Mottola), si è concentrato sulla proroga della cassa integrazione per i 114 lavoratori che scade intorno al 20-22 dicembre.

Lo strumento che verrebbe applicato è il patto di transizione occupazionale, introdotto dall’ultima legge di bilancio. È anche l’unica possibilità, poiché la cassa attualmente in corso ad Albini è quella per cessazione di attività. Ci sarà un nuovo incontro il 4 ottobre. Come ha già dichiarato Leo Caroli, a capo della task force regionale «adesso la priorità è mettere in sicurezza i lavoratori». Sul patto di transizione Albini ha manifestato disponibilità a ricorrervi ma la strada non sembra in discesa.

Le dichiarazioni

«L’azienda - spiega a Quotidiano Marcello De Marco della Femca Cisl - ha però posto una condizione. Vuole già oggi la firma sulla procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori che scatterebbe nel 2023, una volta concluso il nuovo ciclo di cassa integrazione. È vero - prosegue De Marco - che noi a quella firma saremmo comunque costretti, ma sull’anticipazione che vorrebbe Albini non siamo d’accordo. Perchè metterla adesso e non quando gli ammortizzatori sociali terminano, e cioè tra un anno? Abbiamo quindi chiesto che ci sia un tavolo tecnico che affronti tutti i possibili punti di contrattazione per arrivare poi ad un accordo. Pensiamo inoltre - aggiunge - che la vertenza Albini vada spostata al ministero dello Sviluppo economico perché non vanno solo garantiti gli ammortizzatori sociali. C’è bisogno soprattutto di reindustrializzare il sito in quanto non possiamo perdere altri posti di lavoro in una situazione già grave».

«Albini - dice Francesco Bardinella della Filctem Cgil - ha aperto alla possibilità di prorogare gli ammortizzatori sociali col patto di transizione occupazionale. Adesso vedremo il 4 ottobre. Ci serve prima la continuità della cassa integrazione, mettendo al riparo i lavoratori per un altro anno, e poi facciamo il resto, Motion o altri che siano. Non è prevista per ora alcuna ripresa della trattativa tra Albini e Motion - rileva Bardinella -. Anche perché il confronto che hanno avuto non è che sia andato bene. La Vertus, società di scouting, è stata intanto incaricata da Albini di continuare a cercare potenziali nuovi investitori, anche nel territorio. Ieri - afferma De Marco - c’è stata un’altra visita allo stabilimento di Mottola. Motion ha abbandonato il campo, ma già in fase di trattativa c’erano perplessità, nostre, della Regione e di Albini, sui piani di investimento».

«L’incontro a Bari - rileva Piero Pallini della Uil - non ha portato buone notizie. Caroli della task force non ha definitivamente perso la speranza di recuperare la Motion. Ho detto che sono molto scettico sulla possibilità che questo possa avvenire. Nel momento in cui Motion doveva mettere le risorse per fare il primo investimento, si è dileguata. Albini ci ha detto che Motion ha fatto richieste “spaziali”, frutto di chi vuole che il confronto si interrompa. Perciò adesso - conclude Pallini - concentriamoci su quello che la Vertus dovrà fare, sperando che abbia successo e che ci siano nuove manifestazioni di interesse imprenditoriale, ma soprattutto adoperiamoci per dare un altro anno di fiato ai lavoratori» 

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