Raid contro i calciatori dopo due sconfitte della squadra: un giocatore chiede di essere risarcito

Altobello esce dal campo dopo un infortunio in una foto d'archivio
Altobello esce dal campo dopo un infortunio in una foto d'archivio
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Venerdì 1 Ottobre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 11:20

Quattro anni fa venne assalito da una banda di presunti tifosi mentre si allenava sul campo dello Iacovone. Ieri si è costituito parte civile nel procedimento che vede imputati dieci tarantini accusati di quella folle irruzione, messa a segno da una ventina di persone incappucciate e armate con bastoni. 

La storia

Enrico Altobello, ex calciatore rossoblu di quel Taranto all’epoca in Lega Pro agli ordini di mister Salvatore Ciullo, infatti, per quelle botte ingiuste e ingiustificabili ora vuole chiedere conto. E pretende giustamente di essere risarcito. Ieri mattina, al varco dell’udienza preliminare, infatti, il suo legale, l’avvocato Andrea Cariello, ha formalizzata la costituzione di parte civile del calciatore nel procedimento nel quale dieci persone rischiano il rinvio a giudizio per una sfilza di reati. Gli imputati, infatti, sono alla sbarra con le contestazioni di lesioni personali aggravate, violenza privata e possesso di oggetti atti ad offendere. Alla loro incriminazione si è giunti sulla base delle indagini della Digos e sul riconoscimento fatto da tre calciatori rossoblu che quel giorno finirono nel mirino della violenza, difficilmente avvicinabile alla passione per reale per una squadra di calcio. Inizialmente la Polizia inquadrò la posizione di dodici persone, tutte accusate di aver preso parte al raid. Poi, prima della richiesta di rinvio a giudizio, per due tarantini è scattata la richiesta di archiviazione perché il pm ritenne insufficienti gli elementi raccolti a loro carico. 

Il raid

Discorso diverso per gli altri dieci imputati. Sono accusati di quel blitz che sconvolse il mondo del calcio suscitando reazioni di condanna e di sdegno da tutta Italia. Quel giorno la squadra jonica finì nel mirino degli scalmanati dopo due sconfitte consecutive. Una ventina di esagitati fece irruzione allo stadio nel corso dell’allenamento e si scagliò contro i calciatori. Tre, in particolare, vennero accusati di scarso impegno e vennero malmenati. Tra loro anche Altobello, difensore all’epoca di ventisette anni, che venne aggredito e colpito. Sul campo di allenamento vennero vissuti pochi minuti di autentico terrore, nonostante il coraggioso intervento di mister Ciullo in difesa dei suoi ragazzi. 
Dopo il raid dal mondo del calcio si sollevò un coro unanime di condanna e la Lega Pro dispose il rinvio del match tra il Taranto e la Paganese in programma la domenica successiva. Le indagini della Digos sulla sconcertante aggressione hanno portato all’incriminazione di dieci persone, che ora rischiano il rinvio a giudizio.
Nell’udienza di ieri, uno di loro, difeso dall’avvocato Francesco Nevoli, ha avanzato richiesta di rito abbreviato. Per tutti gli imputati, diversi dagli avvocati Salvatore Maggio e Francesco Nevoli, il prossimo appuntamento in camera di consiglio è per il 19 gennaio, quando potrebbero giungere i primi verdetti del giudice.

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