Pronto soccorso, tutti i numeri dell'emergenza

Pronto soccorso, tutti i numeri dell'emergenza
di Massimiliano MARTUCCI
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Mercoledì 23 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:19

Sono oltre 44mila gli accessi al pronto soccorso del SS. Annunziata dal primo gennaio di quest’anno. Di questi, fortunatamente, solo 3.299 erano codici rossi, meno dell’otto percento. Oltre 21mila e trecento i codici verdi, quasi il cinquanta percento. Azzurri, invece, le urgenze differibili, oltre 15mila. Stesse proporzioni, ma con numeri diversi per gli altri pronti soccorso della provincia. A Castellaneta ci sono stati, finora, poco più di 18mila accessi e di questi solo l’1,77% in codice rosso, il resto, fortunatamente, situazioni meno gravi. Martina Franca è stata invece raggiunta da 26.728 accessi, e di questi l’1,27% in codice rosso: 340. A Manduria i rossi sono stati finora 193, l’1,24%, a fronte di quasi 15mila e seicento accessi da gennaio.

L'analisi

I numeri parlano chiaro, in totale i reparti di urgenza della sanità pubblica tarantina hanno avuto, dal primo gennaio, ben 104.695 accessi, con un personale medico ridotto all’osso, anzi meno. A fronte dei 65 previsti dalla delibera regionale 1726 del 2019, ne sono in servizio solo 31. A Taranto sono undici su ventisei, e di notte ne è presente solo uno. 
L’immagine che sintetizza il disagio, che alcuni cittadini hanno dovuto purtroppo vivere sulla propria pelle, è la fila di ambulanze che staziona fuori dagli ospedali, in attesa che qualcuno si prenda in carico il paziente. A Martina Franca erano previsti sedici medici, ma ne sono in servizio sette, di cui due esentati dal turno notturno; a Castellaneta tredici, ma sono in servizio otto, di cui tre assenti, tre con l’esenzione per i turni di notte e uno pronto per andare in pensione a gennaio 2023; a Manduria undici medici, ma ne sono in servizio cinque, di cui uno esentato dal turno di notte. E negli altri reparti non va mica meglio. 

Il motivo per cui si è arrivati a questo, è da ricercare in diverse dinamiche convergenti, a partire dal numero chiuso delle università, che nel tempo ha ridotto il numero di laureati. Inoltre, secondo alcune testimonianze, sono sempre meno coloro che scelgono di specializzarsi in medicina dell’urgenza, rendendo rari i medici che hanno la formazione per stare in pronto soccorso. 
Poi c’è un problema relativo ai rapporti di lavoro. Se si prende ad esempio il caso del reparto dell’ospedale di Martina Franca, si può notare che nel giro di poco tempo ben quattro sono stati i medici che hanno lasciato, alcuni diretti verso le scuole di specializzazione. La legge permette alle Asl di assumere medici anche non specializzati, ma con contratti a tempo determinato. Per avere la stabilizzazione occorre però una specializzazione, nonostante, come affermano alcune fonti interpellate, la legge Madia non lo renda necessario.
È un tema dibattuto anche recentemente in Asl, tanto che sembra sia stata demandata la decisione di stabilizzare i medici dell’urgenza, che avevano alcuni anni di esperienza, alla Regione, ma senza successo. L’Asl di Taranto deve correre ai ripari, nel più breve tempo possibile, e lo fa, come spiega il direttore sanitario Sante Minerba, attraverso operazioni logistiche e con un’apertura verso i privati. Di sicuro la situazione è tale che soluzioni di emergenza non sembrano destinate a incidere: sui numeri, del resto, c’è poco da discutere.

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