Porto di Taranto, Yilport rassicura sul nuovo corso: più navi e traffici container

Venerdì 18 Marzo 2022 di Domenico PALMIOTTI

«Abbiamo avuto conferma da Yilport che un nuovo corso nel terminal container di Taranto è possibile». Così Sergio Prete, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, riassume a Quotidiano l’incontro avuto ieri a Verona, a margine di Logistics Eco Transport (Letexpo), la prima grande fiera italiana dedicata al trasporto e alla logistica sostenibile, con Nicolas Sartini, co-ceo di Yilport. Quest’ultimo è il gruppo turco che, attraverso la società controllata San Cataldo Container Terminal (SCCT), ha avuto per 49 anni la concessione dell’infrastruttura: 1.800 metri lineari di banchina più un milione di metri quadrati di aree retrostanti.

«Attendo in queste ore la lettera con cui Yilport risponde alla mia diffida dei giorni scorsi - afferma Prete - ma i segnali sono positivi e a Verona ho avuto un’ulteriore conferma».

L'impegno dopo la diffida

Yilport dovrebbe impegnarsi a portare più navi a Taranto e ad accelerare gli investimenti per l’ammodernamento del terminal. Queste, nella sostanza, erano le contestazioni che aveva mosso Prete al gruppo turco lamentando come, a due anni dall’avvio, si fosse ben lontani dagli obiettivi prefissati. «La loro risposta alla mia diffida è sì importante - sottolinea Prete - ma io punto soprattutto a definire un nuovo accordo che sancisca la ripartenza del terminal». Allo scadere dei 15 giorni indicati nella diffida, il presidente dell’Authority aveva paventato, in caso di mancata risposta, la possibilità di revocare la concessione. Sarebbe stata una soluzione estrema ma non c’è stato bisogno di arrivare a tanto perché il gruppo turco, già pochi giorni dopo aver ricevuto la missiva, ha manifestato segnali di avvicinamento. Segnali che sono stati confermati in una serie di contatti informali avvenuti in questi giorni e ribaditi ieri a Verona.

Nessun mea culpa da parte di Yilport e SCCT sulle inadempienze evidenziate «e d’altra parte - chiarisce Prete - non era questa la finalità della mia iniziativa. Si sono invece subito posti con un approccio collaborativo e questo è l’importante, quello che conta». Il rilancio da parte del terminalista è atteso anche dai sindacati portuali, che richiamano la necessità di assicurare lavoro sia all’infrastruttura - al centro, in questi anni, di importanti interventi di ammodernamento - che al personale, visto che una quota rilevante di ex Tct-Evergreen è ancora in carico all’Agenzia per il lavoro portuale che, attraverso un finanziamento pubblico, eroga l’indennità di mancato avviamento al lavoro (la cassa integrazione dei portuali).

La nave di Maersk

Al terminal è intanto giunta nelle scorse ore (la si attendeva per la scorsa settimana) una nave di Maersk, una delle più grandi compagnie di navigazione. L’unità effettuerà 1.200 movimenti tra imbarco e sbarco di container. Questa nave è la prima di un gruppo di quattro-cinque attese entro aprile. Con Maersk, Yilport aveva già avviato dei contatti nei mesi scorsi attraverso l’allora manager di SCCT, Raffaella Del Prete, proprio in una logica di ampliamento dei traffici.

Ai primi di agosto attraccò infatti al molo polisettoriale la Maersk Lauceston che, proveniente dal porto spagnolo di Algeciras, scaricò circa 400 container che poi furono imbarcati da un’altra unità nelle ore successive e portati a destinazione. Fu una toccata rapidissima quella della Lauceston il cui senso era anche quello di saggiare la capacità di risposta dell’infrastruttura tarantina. Le cose andarono bene tant’è che SCCT commentó affermando che «l’unità Maersk è arrivata, è stata operata senza problemi ed è salpata anche in anticipo». E da parte del terminalista si aggiunse che l’approdo di Maersk era importante «perché offre l’opportunità di allacciare un rapporto con un grande operatore e creare le premesse, soprattutto se daremo prova di efficienza e di buon servizio, per un rapporto di prospettiva con Maersk. È già venuto a Taranto - si disse allora - l’agente Maersk per un sopralluogo ed è rimasto molto colpito di ciò che ha visto. Questo è per noi positivo».

Si era ad agosto. Poi le cose non andarono più avanti con Maersk - quantomeno nel senso auspicato - ma tra fine 2021 e inizio 2022 ci fu l’arrivo di un congruo numero di navi Cma Cgm ridislocate a Taranto da Yilport per l’intasamento nello scalo di Malta. Un traffico aggiuntivo che peró ai primi di febbraio si è spento e di qui la lettera di Prete, visto che Yilport controlla in parte Cma Cgm. E adesso si prova a ripartire.

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