Porto di Taranto del futuro: ecco come diventerà green

Il porto di Taranto
Il porto di Taranto
di Domenico PALMIOTTI
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Giovedì 4 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:47

Il porto di Taranto imprime un’accelerazione alla rotta sulla sostenibilità. L’ultima riunione del comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio ha infatti esaminato due documenti: il primo Report di sostenibilità (Rds) dell’Authority e l’aggiornamento del Documento di pianificazione energetica e ambientale del sistema portuale (Deasp). Documenti che il 26 luglio scorso erano già stati esaminati dall’organo di partenariato della risorsa mare.

La sostenibilità

Il tema della sostenibilità rientra già tra gli obiettivi strategici dell’attuale Piano operativo triennale dell’Authority, ma ora, con l’aggiornamento del Deasp, si punta a rendere il porto “uno scalo sempre più ‘Smart’, ‘Green’ e sostenibile dal punto di vista energetico. Orientato alla digitalizzazione, nonché più attrattivo rispetto ai grandi investitori in infrastrutture e servizi logistico-portuali”.

In tal senso l’Authority ha deciso di rafforzare le proprie competenze interne affidando il supporto tecnico-specialistico di aggiornamento del Deasp al team di “Rina Consulting” che conta una pluriennale esperienza, sia nazionale che internazionale, nell’ambito di analisi di processi per la riduzione delle emissioni di gas serra dei porti. Nel report di Sostenibilità, redatto col supporto di PwC, si spiegano invece le principali attività ed i traguardi raggiunti nel 2021 a favore della crescita sostenibile del porto, anticipando, anche a livello temporale, le direttive ministeriali in materia di rendicontazione di sostenibilità. 
Tra le novità introdotte nel Deasp rispetto alla precedente versione (l’aggiornamento fatto è riferito ad un documento di tre anni fa), vi è l’introduzione di un’architettura del sistema di monitoraggio che permetterà, partendo dalla “Carbon Footprint” definita al momento zero dell’indagine, di studiarne e valutarne l’evoluzione in conseguenza delle azioni che sono state intraprese in ambito energetico. Ma che s’intende per “Carbon Footprint”? Le linee guida prevedono che la prima parte della stesura del Deasp contenga una fotografia delle emissioni complessive di CO2 delle attività del sistema portuale calcolate secondo la metodologia della “Carbon Footprint”, la cui valutazione costituisce elemento fondante del quadro conoscitivo del sistema portuale. Viene infatti fornita la fotografia della situazione esistente, ma si controllano anche gli stati di avanzamento verso il raggiungimento degli obiettivi strategici del Deasp. Il calcolo delle emissioni di GHG consente infatti di valutare l’impatto ambientale del sistema porto, individuare le fonti primarie di emissione e pianificare adeguate misure di mitigazione orientate alla riduzione del fabbisogno energetico, all’incremento di efficienza e al ricorso sempre maggiore a fonti di energia rinnovabile. GHG è la sigla di Greenhouse Gases e indica tutti i gas capaci di intrappolare il calore nell’atmosfera dando vita al fenomeno effetto serra. Intervento esclusivo del Deasp è quindi quello energetico.

L'obiettivo e il piano

Obiettivo: la riduzione delle emissioni di CO2 ma di riflesso vengono positivamente coinvolti tutti i parametri ambientali che trovano giovamento dal miglioramento dell’efficienza energetica e dalla riduzione dell’uso di energie e risorse non rinnovabili.
E sul piano operativo come si sta procedendo? L’Authority sta censendo le aree attualmente non operative, sia a terra che a mare, dove poter realizzare impianti di energia da fonte rinnovabile, nello specifico impianti fotovoltaici. Si punta a sviluppare la produzione di energia elettrica e ad avviare il processo per la creazione di una comunità energetica del porto di Taranto. C’è anche il sostegno della legge nazionale. Infatti il dl n. 50 del 17 maggio scorso ha introdotto la possibilità per le Authority di creare delle comunità energetiche rinnovabili insieme ai concessionari del porto. Le comunità energetiche dovranno essere istituite con l'obiettivo principale di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi soci, o membri, o alle aree locali in cui opera la comunità, senza la realizzazione di profitti finanziari. Inoltre, sono già stati installati impianti fotovoltaici sulla copertura degli edifici di recente realizzazione. In particolare, un impianto fotovoltaico sugli edifici per la sistemazione logistica dei servizi tecnico-nautici, nella parte retrostante la darsena servizi, e sulla sommità della piattaforma logistica realizzata nell’ambito del più ampio intervento della piastra portuale e ora oggetto di trasferimento dal concessionario privato “Taranto Logistica” alla stessa Authority che ha acquisito il tutto e lancerà un bando per portare la piattaforma sul mercato. Inoltre, tra le proposte inserite nel Deasp viene inoltre menzionata l’opportunità di installare un impianto pilota di una tecnologia per la generazione elettrica da moto ondoso.
Nel lavoro di analisi fatto, è emerso che il maggior contributo in termini di consumi energetici è dato dai mezzi marittimi, cioé dalle navi residenti e scalanti, che contribuiscono ai consumi con una percentuale superiore all’80%. A seguire, vi è l’energia elettrica, divisibile in edifici, illuminazione esterna, servizi portuali e altro, che pesa circa il 10%. Infine, vi sono i mezzi terrestri, cioè mezzi di trasporto e movimentazione, che oscillano intorno al 7%.

Le soluzioni individuate

 È inoltre emerso che la maggior parte delle emissioni in atmosfera che avviene nelle infrastrutture portuali, è imputabile alla sosta delle navi in banchina. Queste sono causate dalla necessità di produrre energia elettrica per far funzionare gli apparati elettrici di bordo. Il che avviene principalmente tramite generatori diesel o alimentati ad olio pesante. Quest’attività é ritenuta la più energivora all’interno del contesto portuale. Le soluzioni individuate sono i combustibili alternativi a minor impatto per l’alimentazione dei gruppi elettro-generatori (gas naturale liquido) e la fornitura diretta di energia elettrica tramite sistemi di “Cold Ironing” per ridurre o annullare l’uso di gruppi elettro-generatori in dotazione alle navi. 

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