Porto, prove di disgelo tra Yilport e Prete ma c'è una nuova grana per “Taranto Logistica”

Porto, prove di disgelo tra Yilport e Prete ma c'è una nuova grana per “Taranto Logistica”
di Domenico PALMIOTTI
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Martedì 15 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:59

La risposta di Yilport, tramite la società San Cataldo Container Terminal, alla lettera-diffida inviata nei giorni scorsi dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio Sergio Prete, non c’è ancora. È attesa a breve, ma le prime interlocuzioni sviluppate con la società concessionaria del terminal container sono buone. E mentre sembra profilarsi una schiarita con Yilport, si apre, sempre nel porto, un altro fronte delicato.

Riguarda stavolta il rapporto tra Authority e Taranto Logistica, la società cui fa capo l’omonima piattaforma, peraltro non ancora entrata in funzione. Da quel che risulta a Quotidiano, Taranto Logistica ha chiesto un riequilibrio del piano economico finanziario. Un intervento pubblico che l’Authority ha però rifiutato. Non è ufficialmente nota l’entità della richiesta avanzata da Taranto Logistica ma sarebbe importante. Adesso è stato attivato il collegio consultivo tecnico, una specie di arbitrato tra le parti.

I nodi

Tornando invece al nodo Yilport, oltre all’impegno del terminalista a portare più navi - visto che adesso, finita la stagione degli approdi delle navi Cma Cgm, si è tornati al feeder settimanale intramediterraneo -, si attende un bilancio definitivo di questi primi due anni e l’avvio di una fase nuova. In altri termini, ciò che preme all’Authority è la stesura di un nuovo accordo che segni una discontinuità rispetto alla fase operativa cominciata a luglio 2020 con l’approdo al terminal della prima nave di Yilport dopo cinque anni di stasi a seguito dell’abbandono di Tct-Evergreen. E proprio su questo nuovo accordo che vertono i contatti in corso tra Authority e Yilport che lascerebbero presupporre l’arrivo di una risposta positiva del concessionario.

Traffico container molto scarso rispetto agli impegni assunti, mancati investimenti, soprattutto nella ristrutturazione del terminal, gestione del terminal che non può essere fatta a distanza dopo che Raffaella Del Prete ha lasciato il ruolo di general manager, ruolo del terminalista nelle politiche di sviluppo del porto: questi i punti richiamati da Prete alla società San Cataldo Container Terminal. L’Authority ha sì paventato la revoca della concessione (che è per 49 anni e riguarda 1.800 metri lineari di banchina e un milione di metri quadrati di aree retrostanti) o in alternativa la sua rimodulazione, ma è chiaro che si tratta di soluzioni estreme qualora il confronto tra le parti non dovesse approdare a nulla di buono.

La nuova criticità

Per Taranto Logistica, invece, da vedere gli sviluppi. La piattaforma non ha ancora movimentato nulla in quanto i collaudi di tutte le opere del blocco infrastrutturale sono da poco terminati e mancherebbe ancora quello finale. Taranto Logistica asserisce che la possibilità di riequilibrare il piano economico-finanziario è contemplata dal Codice degli appalti. Nel caso specifico, si sostiene, i parametri del piano necessitano di essere rivisti e adeguati poiché una serie di condizioni non si è verificata. La società avrebbe fatto all’Authority più proposte.

La storia della piastra logistica è abbastanza datata. Si tratta di un investimento di circa 219 milioni di euro, in gran parte pubblici con all’interno una quota di 30-40 milioni di privato. Cinque le opere, tutte ultimate, con la piattaforma che è un pezzo dell’insieme. Le opere sono l’ampliamento del quarto sporgente; la darsena ad ovest del quarto sporgente; l’adeguamento e il potenziamento della strada dei moli; la nuova piattaforma logistica sull’area ex-squadra rialzo Rfi, Rete Ferroviaria Italiana (148mila metri quadrati); infine, la vasca di colmata per la raccolta dei sedimenti derivanti dalla realizzazione dei fondali del quarto sporgente e della darsena servizi. Il 2 dicembre 2015 venne l’allora ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ad inaugurare la piattaforma. L’unica allora pronta perché le altre quattro opere previste verranno costruite in seguito.

«Taranto è una grande potenzialità. C’è un porto eccezionale, è da qui dovremo caricare e scaricare merci per servire tutto il Sud Europa», disse Delrio. Sono passati più di sei anni da allora e, sebbene si siano fatti diversi passi avanti, dalla costruzione di infrastrutture all’avvento delle crociere, il porto deve ancora pienamente esprimere la sua potenzialità. E pensare che tutto ha avuto inizio col “Primo programma per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale” approvato dal Cipe con delibera n. 121 del 21 dicembre 2001. L’ultimo passaggio, prima dell’avvio dell’opera numero uno, è del 31 luglio 2013 quando un decreto del presidente dell’Autorità portuale perfezionò l’approvazione del progetto esecutivo, con consegna lavori a settembre dello stesso anno, prevedendo un tempo complessivo di esecuzione di 5 anni.

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