Plasma iperimmune, la carica dei donatori al telefono e on line: ecco come fare a proporsi

Domenica 29 Novembre 2020 di Lucia J.IAIA

L'Asl di Taranto è impegnata in una sperimentazione molto importante. Cominciata nel mese di maggio e rafforzata a settembre con l'arrivo della seconda ondata, la banca del plasma iperimmune rappresenta una speranza per curare chi ha contratto il Covid 19. Anche nel Centro Trasfusionale tarantino, diretto dal dottor Emilio Maria Serlenga, si sta lavorando in questo senso e da qualche settimana, si susseguono gli appelli rivolti ai pazienti guariti. Non tutti coloro che hanno sconfitto il Coronavirus però, possono essere idonei. Occorre infatti, possedere dei requisiti specifici ed inoltre, lo stesso plasma raccolto viene sottoposto a dei test di laboratorio in modo da garantire il massimo livello di sicurezza per chi lo riceve.


Sono escluse dalla donazione per esempio, le donne che abbiano partorito, chi ha più di 65 anni e chi presenta patologie che controindichino la donazione (ad esempio, neoplasia, diabete insulinodipendente, malattie autoimmuni, ecc). Nonostante la fase sperimentale, a dire il vero questa terapia ha già dimostrano di funzionare contro l'Ebola e la Sars. Si auspica quindi, che possa fornire dei buoni risultati anche contro il Covid 19. Ed in effetti, l'Asl di Taranto ha reso noto il fatto che già diversi pazienti siano guariti grazie alla cura con il plasma prelevato da persone guarite e somministrato a pazienti con infezione in corso. Un gesto nobile dunque ed anche di grande generosità, perché tornare in ambienti sanitari dopo un periodo di ricovero anche molto serio, può essere psicologicamente pesante. Tuttavia, l'appello dell'Asl di Taranto non è caduto nel vuoto.

Qualcuno ha già donato, mentre altri lamentano la difficoltà di mettersi in contatto con il numero telefonico indicato per comunicare la propria disponibilità. E' il caso di Nicola Resa e sua moglie, ma non solo. «Dal 16 novembre, tentiamo di parlare con qualcuno per manifestare la nostra volontà di renderci utili. Solo che la linea è sempre occupata o squilla senza che nessuno risponda». Naturalmente, si tratta di un inconveniente che non ha fatto desistere il signor Ressa. «Ad un certo punto, ho inviato un messaggio pubblico sul profilo social dell'Asl Ta. Finalmente, dopo un giorno, qualcuno ha risposto, chiedendoci di inviare un'email all'indirizzo urp@asl.taranto.it con i nostri dati e verremo ricontattati». Si tratta di un problema evidenziato anche da altri potenziali donatori. Tra loro, c'è chi in effetti, l'email l'ha anche scritta, ricevendo come risposta l'invito a contattare il numero di telefono. Dunque, come un cane che si morde la coda, non si riesce a comprendere come venire a capo della situazione. Da qui, un appello all'Asl di Taranto affinchè renda più agevole il percorso di donazione del plasma, a cominciare dal primo ed essenziale contatto con la struttura. Ricordiamo come la sperimentazione della terapia con il plasma è stata avviata quando l'Agenzia italiana del farmaco Aifa e l'Istituto Superiore di Sanità hanno intrapreso uno studio comparativo per valutarne l'efficacia nel trattamento di pazienti con malattia da moderata a grave.

Ad oggi, sono coinvolte varie unità operative degli ospedali pugliesi. Ai reparti di malattie infettive e tropicali, pneumologia e medicina interna spetta l'individuazione dei pazienti già guariti candidabili al trattamento, mentre la selezione è affidata ai Centri trasfusionali regionali con la valutazione dell'idoneità e la raccolta e conservazione del plasma. Nel mezzo, si colloca invece la candidatura spontanea da parte dei guariti, sempre che riescano a mettersi in contatto con il numero telefonico, 099.4585875, indicato dall'Asl di Taranto e canale fondamentale per comunicare la propria disponibilità.

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