Assist del figlio e gol del padre: «Tra di noi c'è intesa sul campo e nella vita»

Vincenzo e Giuseppe Nazaro, padre e figlio
Vincenzo e Giuseppe Nazaro, padre e figlio
di Raffaele CONTE
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Giovedì 16 Dicembre 2021, 05:00

Vincenzo Nazaro e il figlio Giuseppe sono di Taranto e giocano nella stessa squadra: Parmhaclub Spartan Legend. È una compagine di Ginosa che milita nel campionato di Promozione pugliese, girone B. È solo calcio dilettantistico, però padre e figlio stanno coronando un sogno: giocare insieme. 

L'intesa

«È bello essere compagni di squadra. Incitarsi l’un l’altro. Abbracciarsi, baciarsi per la gioia di un gol, com’è accaduto domenica scorsa contro il Taurisano». Vincenzo, il papà, è stato autore del vantaggio siglato grazie ad un perfetto assist di Giuseppe, il figlio, poi protagonista eccelso nel raddoppio. «Meritava di segnare - afferma il padre - il suo calcio di punizione da 25 metri è stato perfetto, così come la traiettoria verso l’incrocio. Peccato che una folata di vento l’abbia un po’ deviata e fatto centrare in pieno la traversa sulla cui ribattuta abbiamo realizzato il raddoppio». 
Il lavoro dei genitori, spesso, può influenzare profondamente la vita dei figli. Difatti, molti intraprendono lo stesso percorso lavorativo dei propri padri o delle proprie madri. Le ragioni possono essere diverse, perché fortemente incoraggiati sin dalla giovane età proprio dai genitori, oppure semplicemente perché avendo un contatto cosi diretto con quel mondo ne rimangono affascinati. Questo succede ampiamente anche nel pianeta calcio e la lista di giocatori che hanno intrapreso questa carriera per seguire le orme dei propri genitori è lunghissima. 
La coppia Vincenzo-Giuseppe, padre-figlio, costituisce una storia non solo di calcio. «Avevo 16 anni, quando nacque Giuseppe. Giocavo in serie D a Bisceglie e la società non mi autorizzò ad avere residenza in convitto con mia moglie Valentina e lui. Scelsi di lasciare la squadra. Sin da piccolo - confida Vincenzo - sono stato abituato a camminare e difendermi sulle strade difficili della vita». Vincenzo ha 34 anni ed è dall’età di quattro che gioca attivamente al calcio, arrivando in società semiprofessionistiche. «Il mio cruccio, è non aver potuto accedere nei professionisti per colpa di impuntature dirigenziali». 

Ha militato nelle giovanili del Taranto, disputando nella stagione 2001/2002 due gare in Serie C, con allenatore Raimondo Marino. Il ricordo indelebile, però, lo fissa nell’incontro tra le Primavere del Taranto e il Napoli, sempre nella stagione prima detta. “Affrontammo i campani allo Iacovone ed ero emozionatissimo per la presenza in campo del figlio di Maradona, Diego Armando Junior. Era infinito col pallone tra i piedi e lo dimostrò nel calciare magistralmente due punizioni vincenti». 
Anche Giuseppe, 18 anni appena compiuti, ha fatto tutta la trafila nelle giovanili del Taranto e nella Primavera del Foggia in Serie B. Insomma, il figlio, che in questa delicata fase di crescita, cerca di replicare l’insegnamento e l’atteggiamento del genitore. Per loro le partite n finiscono mai al triplice fischio dell’arbitro: «No, continuano in macchina rientrando a casa, quando siamo a tavola, e perfino quando dormo mio padre mi sussurra suggerimenti. Ad ogni modo, con lui in campo mi sento tranquillo, trasmette sicurezza e fiducia a tutti i compagni». 
Il suo obiettivo? «Giocare nel Taranto». Adesso, però, arriva un momento chiave per la vita di entrambi: a breve, nascerà Giorgia, che arricchirà la famiglia Nazaro insieme agli altri fratelli Riccardo e Patrizia. Nell’attesa, c’è un passaggio obbligato per Vincenzo, quasi come se a sua volta si rivolgesse ad un padre: «Sarò sempre grato al presidente Castria per avermi dato la possibilità di ritornare a giocare a calcio e farlo insieme a mio figlio». Identità familiare.

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