Gru in mare, muore operaio: salgono a nove gli indagati per omicidio colposo

Gru in mare, muore operaio: salgono a nove gli indagati per omicidio colposo
Salgono a nove gli indagati nell'inchiesta per la morte di Cosimo Massaro, 40enne operaio dell'ex Ilva di Taranto precipitato in mare con la gru il 10 luglio scorso.
Agli otto a cui venerdì scorso è stato notificato il decreto di sequestro della banchina dell'ex Ilva, si è aggiunto anche il nome di Teodoro Zezza, capo del turno precedente rispetto a quello durante il quale è avvenuto l'incidente mortale. La notizia è emersa dagli avvisi di garanzia spediti ieri mattina dai pubblici ministeri Raffaele Graziano e Filomena Di Tursi con i quali hanno informato gli indagati dell'affidamento dell'incarico di svolgere l'autopsia al medico legale Marcello Chironi.

Com'è noto, prima di Zezza, nel registro degli indagati sono finiti Stefan Michel Van Campe, gestore per ArcelorMittal Italia dello stabilimento siderurgico di Taranto, Vincenzo De Gioia capo Divisione «Sbarco Materie Prime Parchi Primari e Rifornimenti», Carmelo Lucca capo Area «Sbarco Materie Prime» dello stabilimento, Giuseppe Dinoi capo Reparto di esercizio, Domenico Blandamura capoturno di esercizio del IV sporgente, Stefano Perrone membro della squadra di esercizio del IV sporgente, Mauro Guitto capo del Reparto manutenzione meccanica di ArcelorMittal, e infine Andrea Dinoi capo del Reparto di manutenzione elettrica della fabbrica.

Nei confronti di tutti, i reati contestati sono di omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e, dal momento del ritrovamento del cadavere di Massaro, la seconda imputazione di lesioni gravissime si è aggravata diventando omicidio colposo. Per l'accusa gli indagati avrebbero consentito «l'utilizzo di apparecchiature di sollevamento (gru di banchina) non idonee all'uso da parte dei prestatori di lavoro, omettendo si legge nel capo di imputazione di collocare impianti destinati a prevenire infortuni sul lavoro» e causando così la morte del 40enne.

Sul corpo dell'uomo ieri pomeriggio il dottor Chironi ha eseguito l'esame autoptico. Secondo le prime informazioni trapelate è presente un trauma alla testa evidentemente per l'impatto con la struttura della cabina durante la caduta della gru, ma la ferita, secondo i primi accertamenti, non sarebbe tale da essere la principale causa del decesso. Quel trauma potrebbe aver fatto perdere conoscenza ad Antonio Massaro che poi sarebbe morto per annegamento.

Il medico legale dovrà attendere gli esiti dell'esame istologico e studiare anche le fotografie e l e relazioni dei sommozzatori dell'arma dei carabinieri che hanno ritrovato il corpo. Informazioni che solo studiate complessivamente potranno fornire una chiara dinamica di quanto accaduto e definire in modo chiaro ed esaustivo le cause della morte del 40enne. Le risposte ai quesiti formulate dai sostituti procuratori Graziano e Tursi saranno quindi inserite in una relazione che il medico legale consegnerà ai due magistrati inquirenti entro i prossimi 60 giorni.
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Martedì 16 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento: 10:15