Mittal e Governo, quattro giorni per raggiungere l'accordo

Lunedì 3 Febbraio 2020
Che si tratterà fino al 6 sera lo aveva detto il ministro dello Sviluppo Economico, Patuanelli. E in effetti la spada di Damocle si avvicina. È dietro l'angolo la scadenza del 7 febbraio. Venerdì è la data dell'udienza al tribunale di Milano per il ricorso, presentato dai commissari dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria, contro il recesso di ArcelorMittal dall'acquisizione del siderurgico di Taranto.

Il negoziato ha subito una battuta d'arresto. Il confronto serrato tra i legali della multinazionale, i manager della stessa ArcelorMittal, i commissari e i rappresentanti del Governo va avanti tutti i giorni, certo. Ma il sigillo politico che deve essere impresso alla trattativa per un buon esito è stato rinviato anche a causa dell'emergenza sanitaria da coronavirus. Rinviato come rimandato è stato l'incontro a Palazzo chigi che qualche giorno fa il premier Giuseppe Conte aveva convocato per discutere della vertenza del siderurgico di Taranto.

L'accertamento dei due casi di coronavirus in Italia aveva indotto il presidente del Consiglio, di ritorno da Sofia, a doversi occupare prevalentemente di questa situazione. «C'è un progetto di accordo, ci sono ancora dei dettagli da definire», aveva detto Conte confermando la volontà del Governo di dare vita ad un nuovo accordo con gli affittuari dell'ex Ilva per una prosecuzione dell'impegno di acquisizione, sebbene con alcune modifiche rispetto al precedente accordo vincolante. Tutto questo è avvenuto e avverrà anche oggi, con la ripresa della negoziazione, nonostante la pesante memoria di difesa presentata al Tribunale di Milano in vista dell'udienza del 7 febbraio da parte di ArcelorMittal. Gli avvocati hanno risposto punto per punto alle argomentazioni dei commissari straordinari indicando una disponibilità ad un'intesa che possa far sfilare i franco-indiani dall'affare Ilva.
In questi delicati giorni si inserisce anche la trattativa per l'indotto siderurgico. Non ci saranno novità prima di mercoledì: data in cui i manager di ArcelorMittal Italia incontreranno i rappresentanti dei sindacati.

Intanto il centrodestra continua ad attaccare il Governo per la gestione del caso siderurgico. Questa volta ad intervenire è la deputata tarantina di Forza Italia, Vincenza Labriola: «Ad oggi - scrive - l'unica certezza circa la sorte dell'ex Ilva è la stesura delle memorie difensive preparate da ArcelorMittal e dai commissari straordinari per l'udienza fissata il 7 febbraio al tribunale di Milano. Era il 20 dicembre quando si raggiunse in extremis l'accordo tra le parti, di cui il ministro Patuanelli si diceva soddisfatto, con cui si prevedevano investimenti green, anche con l'intervento pubblico e il Governo si impegnava a garantire i livelli occupazionali. Il 31 gennaio doveva essere raggiunto un accordo vincolante, ma non se ne è fatto nulla e ieri è scaduto il termine per un'intesa formale. Il Governo ha creato un pasticcio e resterà con un pugno di mosche in mano, con una l'unica certezza di non poter finanziariamente sostenere le somme necessarie per le bonifiche, per i lavoratori, per la tanto decantata conversione green, impossibile da realizzare dello stabilimento, per dare sollievo alla città di Taranto e ai tarantini», sostiene nella nota, la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola. © RIPRODUZIONE RISERVATA